Una Ferrari 250 P protagonista dell’asta Gooding Christie’s a Pebble Beach

Una selezione di straordinarie vetture italiane da competizione sarà tra le protagoniste della prossima asta organizzata da Gooding Christie’s a Pebble Beach. A guidare il gruppo sarà la Ferrari 250 P telaio 0810, primo esemplare della serie P e prima sport prototipo Ferrari con motore V12 in posizione centrale.

La vettura debuttò a Monza e venne successivamente schierata direttamente dalla Scuderia Ferrari nel corso della stagione 1963. Alla 12 Ore di Sebring, affidata a Willy Mairesse, Lorenzo Bandini e Nino Vaccarella, conquistò il secondo posto assoluto. Nello stesso anno Mike Parkes e Umberto Maglioli la portarono sul terzo gradino del podio alla 24 Ore di Le Mans.

Negli anni successivi la 250 P gareggiò con il North American Racing Team di Luigi Chinetti e con la Scuderia Bear di William McKelvy, partecipando ad alcune delle competizioni più importanti del periodo, tra cui Sebring, Le Mans, Bridgehampton, Mosport e Nassau. Conservata nell’attuale collezione dal 1988, viene proposta con una stima compresa tra 15 e 20 milioni di dollari.

Ferrari 250 GT SWB Berlinetta Competizione

Tra le vetture annunciate figura anche una Ferrari 250 GT SWB Berlinetta Competizione del 1961, telaio 2701 GT, valutata tra 8 e 10 milioni di dollari.

Si tratta di una delle sole venti vetture costruite nella configurazione Comp/61, conosciuta anche come “SEFAC Hot Rod”, massima evoluzione agonistica della celebre berlinetta a passo corto.

La Ferrari fece la sua prima apparizione pubblica durante i test di Le Mans del 1961, dove Mike Parkes, Fernand Tavano e Jo Schlesser ottennero il miglior tempo tra le vetture GT. Nel corso della propria carriera prese parte anche alla Targa Florio del 1967 e, successivamente, a numerosi eventi storici internazionali, tra cui Tour Auto, Goodwood Revival, Le Mans Classic e Monterey Historics.

Ferrari Dino 206 S Berlinetta

Il catalogo comprende inoltre una Ferrari Dino 206 S Berlinetta del 1966, telaio 014, stimata tra 3,5 e 5 milioni di dollari.

È l’ultima delle tre berlinette realizzate tra i diciotto esemplari complessivi della Dino 206 S. La carrozzeria chiusa, disegnata e costruita da Piero Drogo, rende questa vettura particolarmente rara.

Consegnata originariamente al North American Racing Team, debuttò alla 24 Ore di Le Mans del 1966 con Mario Casoni e Nino Vaccarella. In seguito partecipò a numerose gare internazionali, tra cui Can-Am, Sebring, Reims, Watkins Glen e Daytona.

Il risultato più significativo arrivò alla 12 Ore di Sebring del 1969, conclusa al nono posto assoluto e al secondo nella categoria prototipi fino a due litri. La vettura conserva il motore V6 originale con numeri corrispondenti e si trova nella stessa collezione nordamericana dal 1987.

Maserati Tipo 61 Birdcage

Spazio anche alla Maserati Tipo 61 Birdcage telaio 2452, primo esemplare di produzione del modello e una delle sole diciassette vetture costruite.

Tra il dicembre 1959 e l’inizio del 1963 partecipò a oltre cinquanta competizioni, soprattutto negli Stati Uniti. Bob Drake le regalò la prima vittoria assoluta a Palm Springs nel gennaio 1960, seguita da altri successi a Phoenix e Santa Barbara.

La Birdcage venne guidata anche da piloti del calibro di Jim Hall, Bill Krause e Ken Miles. Nel 1962 Krause ottenne cinque vittorie consecutive, imponendosi a Oakland, Pomona, Santa Barbara e Reno.

La stima prevista per la Maserati è compresa tra 3 e 4 milioni di dollari.

Ferrari 225 Sport “Tuboscocca” Spider

A completare la selezione sarà una Ferrari 225 Sport “Tuboscocca” Spider del 1952, telaio 0194 ET, stimata tra 2 e 3 milioni di dollari.

La vettura è una delle sei 225 Sport Spider costruite attorno alla particolare struttura tubolare sviluppata dalla Ferrari. La carrozzeria Vignale venne disegnata da Giovanni Michelotti.

Il debutto avvenne alla Mille Miglia del 1952, con Piero Scotti e Giulio Cantini. Successivamente passò al pilota statunitense Tom Cole, che la utilizzò alla Targa Florio, alla Coppa d’Oro delle Dolomiti, al Daily Mail International Trophy e alla 9 Ore di Goodwood.

Proprio a Goodwood Cole e Graham Whitehead conquistarono il secondo posto assoluto, risultato replicato poco dopo nel Gran Premio di Bari. La Ferrari conserva ancora oggi il proprio motore originale con numeri corrispondenti.

 
 

Auto storiche a Vallelunga: verdetti e spettacolo nel quarto round del CIVCA

L’Autodromo Piero Taruffi di Vallelunga ha ospitato il quarto appuntamento stagionale del Campionato Italiano Velocità in Circuito Auto Storiche, affiancato dal secondo round del Formula Historic Championship.

Una giornata intensa, caratterizzata da sfide combattute, penalità e numerosi cambi di posizione, che ha decretato i vincitori delle diverse divisioni e dei raggruppamenti in gara.

Lodi e De Angelis sul podio nel 2° Raggruppamento

Nella prova della 1ª Divisione, riservata alle vetture appartenenti al 1° e al 2° Raggruppamento, il successo assoluto del 1° Raggruppamento è andato a Riccardo e Alessandro Raimondi, protagonisti al volante della Jaguar E-Type del Circolo della Biella.

Alle loro spalle hanno concluso Roberto Gentili, su BMW 2002 Ti del Race Project Team, e la Morris Cooper S affidata a Francesco Ramacciotti e Daniele Cappellari.

Nel 2° Raggruppamento si sono imposti Francesco e Cosimo Turizio su Porsche Carrera RS, tornati sul gradino più alto del podio con il loro terzo successo della stagione.

Seconda posizione per Massimo Lupoli e Goffredo Pirro, anche loro al volante di una Porsche Carrera RS, mentre Massimiliano Lodi e Alessio De Angelis hanno conquistato il terzo posto con la Porsche 911 3.0, portando a termine una gara complessa e combattuta in zona podio.

Ronconi e Sala vincono nella 2ª Divisione

La gara della 2ª Divisione ha premiato Massimo Ronconi e Mario Sala, vincitori sulla Porsche 935 del Club 91 Squadra Corse.

Walter Wuhrer e Fabio Benedetti hanno chiuso in seconda posizione con la Porsche 911, dopo aver ricevuto una penalità per un sorpasso effettuato in regime di safety car.

Sul terzo gradino del podio è salito Gabriele Crocchini, al volante dell’Alfa Romeo Alfasud 1500. Anche il suo risultato è stato condizionato da una penalizzazione, assegnata per il mancato rispetto delle procedure previste durante la finestra dedicata al cambio pilota.

Quaresima davanti a tutti nel 4° Raggruppamento

Nel 4° Raggruppamento la vittoria è andata a Massimiliano Quaresima, protagonista con la Maserati Biturbo preparata da Chimera Classic Motor.

Seconda posizione per Domenico Terron e Santi De Filippis sulla TVR Tuscan Speed 8 GT, penalizzati in seguito a un contatto avvenuto proprio con la vettura di Quaresima.

Enrico Gerardi e Maurizio Sardellitti hanno completato il podio con la Ford Sierra Cosworth del Lento Team.

Ferrari e Famà protagonisti tra le monoposto storiche

Il fine settimana di Vallelunga ha ospitato anche il secondo appuntamento del Formula Historic Championship.

In Gara 1, Carlo Ferrari ha conquistato la vittoria con la Dallara 2000, precedendo Antonino Famà, penalizzato di 25 secondi per aver superato il limite di velocità nella corsia dei box. Terza posizione per Matteo Aralla sulla Reynard 1998.

Famà si è riscattato in Gara 2, imponendosi al volante della propria Dallara davanti a Carlo Ferrari e Matteo Aralla, nuovamente sul podio al termine di un weekend ricco di azione.

 
 

Rally Storico Campagnolo 2026: Battistolli e Scattolin tornano sul gradino più alto

Alberto Battistolli e Simone Scattolin hanno conquistato la ventesima edizione del Rally Storico Campagnolo, sesto appuntamento del Campionato Italiano Rally Auto Storiche 2026.

L’equipaggio vicentino ha portato al successo la Lancia Delta HF Integrale preparata da K-Sport e schierata dal Team Bassano, imponendosi anche nella classifica del 4° Raggruppamento.

Per Battistolli, impegnato in questa stagione nel Campionato Italiano Rally Terra, si è trattato di un ritorno vincente alle auto storiche e alla gara di casa. Il pilota aveva già trionfato al Campagnolo nel 2019, in quell’occasione al volante di una Lancia Rally 037.

Battistolli detta il ritmo

Il successo è maturato al termine di una gara combattuta, nella quale Battistolli e Scattolin hanno saputo mantenere un passo costante e limitare gli errori.

A contendere loro la vittoria sono stati soprattutto Matteo Luise e Melissa Ferro, protagonisti con la BMW M3. Un errore nelle fasi iniziali e una penalità per partenza anticipata sulla settima prova speciale hanno però condizionato la loro prestazione, impedendo al confronto per il primo posto di svilupparsi fino in fondo.

Luise ha concluso la gara in terza posizione, dopo essere stato superato proprio nell’ultima speciale da Andrea Smiderle e Gianni Marchi.

Smiderle conquista il secondo posto nel finale

Al volante della Subaru Legacy, Smiderle e Marchi hanno disputato una prova in continua crescita. L’equipaggio ha affrontato l’ultima speciale con l’obiettivo di conquistare la seconda posizione, riuscendo a completare il sorpasso su Luise per appena 2,4 secondi.

Il podio è stato così interamente occupato da vetture del 4° Raggruppamento e da equipaggi del Team Bassano, risultato che rafforza ulteriormente la posizione della scuderia veneta nella classifica stagionale.

Battistolli e Scattolin hanno chiuso con il tempo complessivo di 1 ora, 3 minuti e 30,8 secondi, precedendo Smiderle e Marchi di 35,7 secondi e Luise e Ferro di 38,1.

Tezza ai piedi del podio

La quarta posizione assoluta è andata a Denis Tezza e Massimo Merzari, autori di una gara regolare con la BMW M3.

Pur accusando un distacco superiore ai tre minuti dalla vetta, l’equipaggio veronese ha evitato errori e problemi tecnici, riscattando il ritiro subito nell’edizione precedente.

Quinto posto per il tedesco Jurgen Geist, affiancato dal navigatore ceco Josef Kral su BMW M3, seguito da Giovanni Mori e Michele Frosini, anche loro al volante della vettura bavarese.

La Renault 5 GT Turbo di Cristian Gilardoni e Angela Diener ha concluso in settima posizione.

Delle Coste vince il 2° Raggruppamento

L’ottavo posto assoluto ha permesso a Luca Delle Coste e Giuliano Santi di conquistare il successo nel 2° Raggruppamento con la Ford Escort RS MKI della Rally & Co.

La vittoria è arrivata dopo il ritiro di Alberto Salvini e Davide Tagliaferri, che occupavano la quarta posizione assoluta e guidavano con autorità il raggruppamento prima di essere fermati da un problema alla Porsche 911 RS durante il trasferimento verso la settima prova.

La top ten è stata completata da Sandro Costaganna e Matteo Rizzi, noni su Lancia Delta Integrale, e da Giorgio Costenaro e Roberta Barbieri, decimi con la Ford Sierra Cosworth.

Una gara segnata dai ritiri

Numerosi problemi tecnici hanno condizionato la manifestazione vicentina.

I vincitori dell’edizione 2025, Adriano Lovisetto e Cristian Cracco, hanno dovuto abbandonare sulla quinta prova speciale per un guasto alla loro BMW M3.

Ritiro anche per Davide Negri e Marco Zegna, fermati da problemi meccanici alla Porsche 911 RS, e per Enrico Volpato e Samuele Sordelli, impossibilitati a raggiungere la prima prova dopo che la Ford Escort RS MKII si è arrestata durante il trasferimento.

La Ford Sierra Cosworth di Gabriele Rossi e Fabrizio Handel è stata invece rallentata da problemi elettrici già nella prova d’apertura, prima del definitivo ritiro.

Lanfranchini e Smithson si impongono nei rispettivi raggruppamenti

Nel 3° Raggruppamento il successo è andato a Simone Lanfranchini e Alessandro Merlo, protagonisti con la Porsche 924 GTS della Rally & Co e classificati appena fuori dalla top ten assoluta.

Il 1° Raggruppamento è stato invece vinto da Trevor Smithson e Christian Soriani, che hanno portato al traguardo la loro Lotus Elan 26/R.

Tra le vetture Classiche si sono imposti Riccardo Mariotti e Giuseppe Tricoli, finalmente al successo con la Ford Escort Cosworth preparata da Terrosi per la Scuderia Proracing.

Importante risultato anche per Elena Gecchele e Giulia Dai Fiori, che con la Fiat 124 Abarth del Team Bassano hanno rafforzato la propria leadership nella classifica femminile del CIRAS.

Morino vince il Trofeo A112 Abarth

Finale amaro nel Trofeo A112 Abarth per Riccardo Pellizzari e Christian Ronzani, costretti al ritiro per un problema al motore durante l’ultima prova speciale quando erano al comando.

La vittoria è così passata a Marcello Morino e Massimo Barrera, primi con un vantaggio di 8,5 secondi. Terza posizione per Lorenzo Bergamaschi e Flavio Sella, rallentati da problemi al cambio.

Dopo il Rally Storico Campagnolo, il Campionato Italiano Rally Auto Storiche tornerà dal 24 al 26 settembre con il Rallye Elba Storico, uno degli appuntamenti più attesi della stagione.

 
 

Coppa d’Oro delle Dolomiti 2026: Fontanella e Scarabelli trionfano sulla Lancia Lambda

La Coppa d’Oro delle Dolomiti 2026 ha incoronato Gianmario Fontanella e Giovanni Scarabelli, vincitori al volante della prestigiosa Lancia Lambda Spider Casaro del 1927.

La manifestazione, terzo appuntamento del Campionato Italiano Grandi Eventi, ha portato sulle strade tra Cortina d’Ampezzo e le Dolomiti Bellunesi cinquanta vetture storiche e moderne, protagoniste di una sfida basata sulla precisione nelle prove cronometrate e di media. Un evento capace ancora una volta di unire competizione, eleganza e valorizzazione del territorio dolomitico.

Una vittoria costruita prova dopo prova

Fontanella e Scarabelli hanno condotto una gara estremamente regolare, chiusa con 370,84 penalità. L’equipaggio ha saputo affrontare con grande precisione anche i passaggi più impegnativi, gestendo una vettura dalle dimensioni importanti lungo i tornanti e sui passi di montagna.

Il successo è maturato al termine di un lungo confronto con Francesco e Giuseppe Di Pietra, campioni dell’edizione 2025 e principali rivali per la vittoria assoluta.

La svolta è arrivata durante la seconda tappa, quando la loro Fiat 508 C ha accusato problemi di carburazione legati all’altitudine. I portacolori di Franciacorta Motori sono stati così costretti a una difficile rimonta, riuscendo a ridurre il distacco nella giornata conclusiva senza però raggiungere la Lancia Lambda dei vincitori.

Di Pietra secondi, Passanante completa il podio

Francesco e Giuseppe Di Pietra hanno concluso in seconda posizione assoluta, con un distacco di 92,84 penalità, conquistando comunque il successo nella categoria RC2 e consolidando la propria leadership in campionato.

Sul terzo gradino del podio sono saliti Mario Passanante e Riccardo Riboldi, anche loro su Fiat 508 C. Dopo le difficoltà incontrate nelle prove di media, l’equipaggio ha recuperato terreno grazie a una prestazione particolarmente efficace nelle prove disputate sui pressostati.

Quarta posizione assoluta per Osvaldo e Andrea Peli, sulla Fiat 508 C Coppa Oro del 1934, mentre Carlo Beccalossi e Marzia Marchioni hanno completato la top five con un’altra Lancia Lambda Spider Casaro.

I vincitori delle diverse categorie

Il successo nel raggruppamento RC4 e nella Power Stage Classic è andato a Roberto Crugnola e Darren Morcombe, impegnati con una Lancia Fulvia HF 1.6 del 1971.

Sesta posizione assoluta e terzo posto nella categoria RC1 per Alessandro Gamberini e Andrea Camosci, su Fiat 514 MM del 1930.

La categoria RC3 è stata invece vinta dai fratelli Celestino e Oreste Sangiovanni, settimi assoluti su Porsche 356 A del 1959. Alle loro spalle hanno concluso Alessandro Virdis e Silvia Giordo, anch’essi su Porsche 356 A.

Tra gli equipaggi più giovani si sono messi in evidenza Michele Vecchi e Federico Forzi, vincitori della categoria Under 30 al volante di una Lancia Appia C10 S del 1951.

Dalle Legend alle moderne del Tributo

La classifica riservata alle vetture Legend ha premiato Riccardo Roversi e Sara Miglioli, vincitori con una Mercedes-Benz SL 450 del 1978.

Seconda posizione per Dario Converso e Federica Ameglio, su Innocenti Mini Cooper del 1972, mentre nella classifica femminile si sono imposte Vania Parolaro e Ornella Pietropaolo con una Porsche 993 4S del 1996.

Tra le automobili moderne della Coppa d’Oro delle Dolomiti Tributo, il primo posto è andato a Gianantonio ed Edoardo Gasparini, protagonisti con una Ferrari 296 GTS.

L’Alfa Romeo 6C conquista il Concorso d’Eleganza

Accanto alla competizione sportiva, la manifestazione ha celebrato anche il fascino e la storia delle automobili partecipanti attraverso il tradizionale Concorso d’Eleganza.

Il riconoscimento principale è stato assegnato all’Alfa Romeo 6C 1750 Gran Sport Spider Aprile del 1931 di Corrado Lopresto ed Elena Maggiore.

Sul podio anche la BMW 328 Roadster del 1938 dell’equipaggio argentino composto da Luis Angel Zerbini De La Iglesia e Silvia Susana e la Lagonda Rapide Drophead Coupé del 1939 dei tedeschi Eberhard Thiesen e Svenja Radolf.

La Coppa d’Oro delle Dolomiti si è conclusa con la sfilata degli equipaggi lungo Corso Italia a Cortina d’Ampezzo, suggellando un’edizione capace di riunire sport, paesaggio e alcune delle automobili più affascinanti della storia.

 
 

Abruzzo Gran Tour 2026: auto storiche, cultura e paesaggi nel cuore dell’Appennino

La quinta edizione dell’Abruzzo Gran Tour si è conclusa confermando il valore di una manifestazione capace di combinare il fascino delle automobili storiche con la valorizzazione del patrimonio paesaggistico e culturale del territorio.

Dall’1 al 5 luglio 2026, 62 equipaggi provenienti da diversi Paesi hanno percorso circa 700 chilometri attraverso alcune delle località più suggestive dell’Abruzzo, trasformando strade, piazze e borghi in un grande evento dedicato al motorismo d’epoca.

Un evento sempre più internazionale

Tra gli elementi più significativi dell’edizione 2026 figura il gemellaggio ufficiale con la Coppa di Himeji, importante manifestazione giapponese riservata alle vetture storiche.

L’accordo ha favorito la partecipazione di una rappresentanza di collezionisti provenienti dal Giappone, rafforzando ulteriormente il carattere internazionale dell’Abruzzo Gran Tour e creando un nuovo legame tra due realtà accomunate dalla passione per la storia dell’automobile.

Un itinerario tra borghi e città d’arte

Il percorso ha accompagnato gli equipaggi da Avezzano a L’Aquila, attraversando località come Navelli, Rocca Calascio, Santo Stefano di Sessanio, Gagliano Aterno e Aielli, senza dimenticare gli spettacolari scenari del Gran Sasso.

Accanto alla parte automobilistica, il programma ha proposto diversi appuntamenti culturali. Tra questi, la visita al MuNDA – Museo Nazionale d’Abruzzo, nell’anno in cui L’Aquila ricopre il ruolo di Capitale Italiana della Cultura, e la rievocazione del Gran Premio Pietro Cidonio lungo il circuito di Collemaggio.

Una collezione viaggiante

Le protagoniste della manifestazione sono state automobili costruite tra il 1922 e il 1969, capaci di raccontare quasi mezzo secolo di evoluzione tecnica, stilistica e sportiva.

Tra gli esemplari più ammirati figuravano una rara Alfa Romeo RL TF del 1922, le Alfa Romeo 8C Monza e 6C, la Giulietta Spider, le Bugatti Type 37A, diverse Bentley degli anni Venti e Trenta e numerose Jaguar XK ed E-Type.

Non sono inoltre mancate prestigiose vetture firmate Mercedes-Benz, Lancia, Talbot, Lagonda, Porsche, Devin e Osca Maserati, trasformando l’intero itinerario in un autentico museo a cielo aperto.

Il Concorso d’Eleganza chiude la manifestazione

L’edizione 2026 si è conclusa con il Gran Galà e il Concorso d’Eleganza “Pietro Di Lorenzo”, ospitati nella cornice di Piazza Risorgimento.

Il riconoscimento principale è stato assegnato ad Aza e Alexander Cholis, equipaggio greco al volante di una Jaguar XK150. La vettura è stata scelta sia dalla giuria sia dal pubblico, diventando il simbolo di un’edizione che ha saputo celebrare ancora una volta l’incontro tra automobili storiche, cultura e territorio.

 

 
 

La Coppa d’Oro delle Dolomiti torna sulle strade di Cortina d’Ampezzo

Dal 15 al 18 luglio 2026, Cortina d’Ampezzo e le spettacolari strade delle Dolomiti tornano a ospitare la Coppa d’Oro delle Dolomiti, uno degli appuntamenti più prestigiosi dedicati alla regolarità per auto storiche.

La manifestazione fa parte del Campionato Italiano Grandi Eventi ACI Sport Epoca Championship, mentre il parallelo Tributo Coppa d’Oro delle Dolomiti è inserito nel Campionato Italiano Grandi Eventi riservato alle vetture moderne.

Non una semplice passerella di automobili di grande fascino, ma una competizione impegnativa e selettiva, nella quale gli equipaggi dovranno affrontare numerose prove cronometrate lungo alcuni dei passi alpini più celebri. Tra questi anche il Falzarego e il Giau, già protagonisti delle Olimpiadi invernali del 1956 e del 2026.

Cinquanta vetture e tre differenti classifiche

Saranno circa cinquanta le automobili al via, impegnate lungo le strade delle Dolomiti ampezzane, della provincia di Belluno e del Trentino.

Tra i partecipanti sono attesi i principali protagonisti del Campionato Italiano Grandi Eventi, compresi gli attuali leader della classifica Francesco e Giuseppe Di Pietra. Al volante della loro Fiat 508 C del 1938, portacolori della Franciacorta Motori, proveranno a confermare il successo conquistato nella precedente edizione.

La manifestazione avrà inoltre una forte presenza internazionale, con equipaggi provenienti da diversi Paesi, tra cui Argentina e Australia.

Tre le categorie previste:

  • Coppa d’Oro delle Dolomiti, riservata alle vetture costruite fino al 1971;
  • Coppa d’Oro delle Dolomiti Legend, dedicata alle automobili prodotte dal 1972 al 2000;
  • Tributo Coppa d’Oro delle Dolomiti, aperto alle GT stradali costruite a partire dal 2001.

Tre tappe per oltre 500 chilometri

Il programma prevede tre giornate di gara, da giovedì a sabato, per un percorso complessivo di 523 chilometri.

La manifestazione si aprirà con un prologo di 65 chilometri. La seconda tappa, in programma venerdì, sarà la più lunga con 248 chilometri, mentre sabato 18 luglio gli equipaggi affronteranno gli ultimi 210 chilometri.

La giornata conclusiva comprenderà anche il passaggio da Belluno, in piazza dei Martiri, davanti alla sede dell’Automobile Club, prima del ritorno a Cortina d’Ampezzo. L’arrivo e la passerella finale si svolgeranno in corso Italia, nel cuore della località ampezzana.

Una sfida tra i grandi passi dolomitici

Fin dal prologo i concorrenti saranno chiamati ad affrontare i primi passi montani. La seconda giornata attraverserà alcuni degli scenari più suggestivi delle Dolomiti, passando per Falzarego, Pordoi, San Pellegrino, Valles, Rolle, Cereda, Aurine, Duran, Staulanza e diverse forcelle alpine.

Nella terza e ultima tappa saranno invece il Passo Giau e il Nevegal a fare da scenario alle prove decisive.

Tra panorami patrimonio dell’UNESCO, vetture storiche e sfide combattute al centesimo di secondo, la Coppa d’Oro delle Dolomiti si prepara così a rinnovare una delle tradizioni più affascinanti dell’automobilismo storico italiano.

 

Le tre Ford GT40 del podio di Le Mans 1966 di nuovo insieme

Le tre Ford GT40 protagoniste della storica tripletta alla 24 Ore di Le Mans del 1966 sono state riunite sotto un’unica proprietà per la prima volta nell’epoca moderna.

La Miller Family Automobile Foundation ha infatti acquisito la GT40 con numero di telaio P/1046, vincitrice assoluta della celebre gara francese con Bruce McLaren e Chris Amon. La fondazione possedeva già le altre due vetture salite sul podio quell’anno, le P/1015 e P/1016, classificate rispettivamente al secondo e al terzo posto.

La vittoria che interruppe il dominio Ferrari

Il successo del 1966 rappresentò uno dei momenti più importanti nella storia sportiva della Ford. La casa americana riuscì infatti a interrompere il dominio della Ferrari, che aveva conquistato sei edizioni consecutive della 24 Ore di Le Mans.

La gara si concluse con la celebre e controversa parata organizzata dalla Ford sul rettilineo d’arrivo. La P/1046 di McLaren e Amon tagliò il traguardo insieme alla P/1015 di Ken Miles e Denny Hulme, dando vita a un’immagine destinata a entrare nella storia dell’automobilismo.

In un primo momento sembrò che la vittoria dovesse andare a Miles, ma i commissari assegnarono il successo a McLaren e Amon. La loro vettura era infatti partita più indietro sulla griglia e aveva quindi percorso una distanza leggermente superiore nell’arco delle 24 ore.

A completare il podio furono Ronnie Bucknum e Dick Hutcherson, terzi al volante della GT40 P/1016.

Un patrimonio sportivo riunito

L’acquisizione della P/1046 permette alla Miller Family Automobile Foundation di custodire tutte e tre le vetture della leggendaria tripletta Ford.

Secondo Greg Miller, la riunione delle GT40 rappresenta un’occasione straordinaria per conservare e raccontare uno dei capitoli più significativi della storia delle competizioni. Anche il precedente proprietario della vettura, Rob Kauffman, ha indicato la fondazione come la realtà ideale alla quale affidare il futuro dell’auto.

Il ritorno insieme a Goodwood

Le tre Ford GT40 hanno fatto la loro prima apparizione pubblica insieme in occasione del Goodwood Festival of Speed 2026.

Il trio tornerà inoltre protagonista a settembre durante il Goodwood Revival, offrendo agli appassionati una nuova opportunità di ammirare riunite le automobili che sessant’anni fa regalarono alla Ford una delle vittorie più celebri della propria storia sportiva.

Una Jaguar C-Type conquista il Best in Show al Royal Automobile Club Concours 2026

È una Jaguar C-Type del 1953 la vincitrice assoluta della seconda edizione del Royal Automobile Club Concours, andata in scena nella prestigiosa cornice di Woodcote Park, nel Surrey.

Dopo il successo dell’edizione inaugurale, la manifestazione britannica ha riunito ancora una volta alcune delle più importanti automobili e motociclette da collezione, suddivise in sette categorie tematiche. A decretare i vincitori è stata una giuria composta da personalità di primo piano del mondo dell’automobile, tra cui Ian CallumPeter Stevens e Richard Hammond.

Una C-Type dalla storia sportiva

La vettura premiata con il titolo di Best in Show appartiene a Tony Purnell ed è stata restaurata nella configurazione con cui prese parte alle competizioni scandinave nei primi anni della propria carriera.

La livrea riproduce infatti i colori da gara finlandesi dell’epoca, restituendo alla Jaguar un aspetto strettamente legato al suo passato sportivo. Un dettaglio che ha contribuito a valorizzare ulteriormente una vettura già considerata tra le più significative nella storia delle competizioni britanniche.

Dalla Countach alla Porsche 911 RSR

Numerose le automobili di rilievo premiate nelle singole categorie. Una Lamborghini Countach 5000 QV del 1985 si è imposta nella classe “Spoiler Alert”, mentre una Porsche 911 Carrera 2.8 RSR del 1973, con livrea Martini, ha conquistato il riconoscimento riservato alle protagoniste della Targa Florio.

Un’altra Lamborghini, la 400 GT 2+2 del 1966, ha vinto la categoria dedicata ai motori V12, mentre tra le vetture anteguerra il successo è andato a una Bentley Six Saloon del 1930.

Spazio anche alle due ruote, con una Rudge Works 500 cc del 1932, appartenuta in passato al celebre commentatore britannico Murray Walker, premiata come migliore motocicletta del concorso.

I premi speciali

Tra i riconoscimenti assegnati durante la giornata, una Amilcar CO Martin Le Mans del 1926 ha ricevuto il premio “The Macallan Spirit of the Show”, mentre la spettacolare Plymouth Superbird del 1970 è stata scelta per il Chairman’s Choice.

Una Ferrari 488 Pista Piloti si è invece aggiudicata il CARS Supercar Boulevard Award, mentre il premio del Members’ Paddock è andato a una Ferrari 365 GT4 2+2.

Cento anni dal primo Gran Premio di Gran Bretagna

Accanto al concorso, il programma ha proposto diverse esposizioni speciali. Una di queste ha celebrato i cento anni dal primo Gran Premio britannico, organizzato dal Royal Automobile Club a Brooklands nel 1926.

La rassegna ha riunito monoposto appartenenti a epoche molto diverse, dalla Delage ufficiale che partecipò alla gara inaugurale fino alla McLaren di Formula 1 vincitrice del Campionato Costruttori 2025.

In esposizione anche il British Grand Prix Trophy, recentemente aggiornato con il nome di Charles Leclerc, vincitore dell’ultima edizione disputata a Silverstone.

Un appuntamento sempre più importante

Altre aree tematiche hanno celebrato marchi come Mercedes-Benz, Daimler, Lagonda e Lancia, mentre la Sunbeam “Tiger” del 1926, protagonista dei record di velocità con Sir Henry Segrave, ha rappresentato uno dei pezzi più affascinanti dell’intera manifestazione.

L’evento ha inoltre ospitato la prima mondiale della Daytona Shooting Brake Hommage realizzata da Niels van Roij Design e la Summer Sale organizzata da RM Sotheby’s.

Louis Vuitton riporta sulle strade la Classic Run

Dopo quattordici anni di assenza, Louis Vuitton torna protagonista nel mondo delle automobili storiche rilanciando la sua celebre Classic Run. Dal 1° al 4 settembre 2026, venticinque vetture provenienti da prestigiose collezioni internazionali prenderanno parte alla Dolomites Classic Run, un esclusivo viaggio di regolarità tra il Veneto, le Dolomiti e la Lombardia.

La scelta del territorio non è casuale. L’ultima manifestazione organizzata dalla maison francese, la Serenissima Run del 2012, si era infatti conclusa proprio in Veneto. Il nuovo appuntamento ripartirà idealmente da quel punto, recuperando una tradizione capace di unire il fascino delle auto d’epoca, il piacere del viaggio e l’eleganza che da sempre contraddistingue il marchio parigino.

Un legame nato insieme all’automobile

Il rapporto tra Louis Vuitton e il mondo dei motori affonda le proprie radici alla fine dell’Ottocento. Georges Vuitton comprese fin da subito come la diffusione dell’automobile avrebbe trasformato il modo di viaggiare, portando l’azienda a realizzare bauli, valigie e accessori studiati appositamente per le prime vetture.

Da questa attenzione per il viaggio automobilistico nacquero, nel 1993, le Classic Run: eventi riservati a vetture di grande valore storico organizzati negli anni in scenari internazionali, dalla Toscana alla Boemia, passando per la Malesia e la Cina.

Un Grand Tour di 600 chilometri

La Dolomites Classic Run si svilupperà lungo un itinerario di circa 600 chilometri. La partenza è prevista da Villa Pisani a Stra, lungo la Riviera del Brenta, da dove gli equipaggi si dirigeranno verso le Dolomiti, attraversando alcuni dei paesaggi più suggestivi riconosciuti come Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco.

Il percorso proseguirà poi verso Monza, dove le automobili entreranno nell’Autodromo Nazionale durante il fine settimana del Gran Premio d’Italia di Formula 1. La manifestazione si concluderà infine a Milano.

Venticinque vetture da collezione

La partecipazione sarà esclusivamente su invito e coinvolgerà alcuni dei più importanti collezionisti internazionali. Tra le automobili già annunciate figurano modelli entrati nella storia, come la Lancia Aurelia B24 Convertibile, la Ferrari 250 GT California Spider e la Lamborghini Miura P400.

Più che una semplice competizione di regolarità, la Classic Run si prepara quindi a essere un raffinato Grand Tour contemporaneo: un viaggio nel quale il fascino delle grandi automobili del passato incontrerà ancora una volta l’eleganza, la cultura e la scoperta del territorio italiano.

San Pellegrino Terme incorona una Ballot del 1925 e una Henderson del 1917

La Ballot Paris 2L Turismo Boat-Tail del 1925 e la Henderson 1000 MS116 G del 1917 sono le grandi vincitrici dell’edizione 2026 del Concorso di Eleganza Città di San Pellegrino Terme, aggiudicandosi rispettivamente il titolo di Best of Show tra le automobili e tra le motociclette.

La manifestazione, organizzata dal Club Orobico Auto Moto d’Epoca, è inserita nel calendario nazionale ASI e nell’ASI Circuito Tricolore. Anche quest’anno ha riunito vetture e motociclette storiche di grande prestigio, confermandosi uno dei pochi concorsi italiani capaci di mettere a confronto, nello stesso evento, il fascino delle due e delle quattro ruote.

Il programma si è aperto venerdì con un itinerario di circa 140 chilometri riservato alle motociclette storiche. Partita da San Pellegrino Terme, la carovana ha attraversato la Val Brembana e la Val Seriana, raggiungendo località come San Giovanni Bianco, Dossena, Passo Zambla, Clusone, Lovere e Selvino. Un vero museo viaggiante, composto da trenta motociclette costruite prima del 1945 e da alcuni modelli più recenti.

La giornata di sabato ha avuto come scenario il parco di Villa Agliardi-Pesenti a Sombreno di Paladina, dove automobili e motociclette sono state esaminate dalla giuria. Numerose le categorie previste, dalle vetture centenarie alle automobili anteguerra, fino alle supercar, alle protagoniste della Dolce Vita e ai modelli scelti per celebrare i cento anni della Carrozzeria Touring e i sessant’anni dell’ASI.

Domenica il gran finale si è svolto davanti al Grand Hotel di San Pellegrino Terme. Le vetture e le motociclette partecipanti hanno sfilato di fronte al pubblico prima della cerimonia di premiazione.

Il riconoscimento più prestigioso tra le automobili è stato assegnato alla Ballot Paris 2L Turismo Boat-Tail del 1925, appartenente ad Albino Bertoletti. Tra le motociclette ha invece conquistato il Best of Show la Henderson 1000 MS116 G del 1917 di Fulvio Allasio.

Nella categoria dedicata alle “Dive della Dolce Vita” si è imposta la Lancia Aurelia B20S GT del 1958 di Alberto Bombassei. Il premio riservato ai modelli scelti per celebrare i sessant’anni dell’ASI è andato all’Alfa Romeo Spider 2.0 i.e. del 1991 di Roberto De Giovanni, mentre tra le vetture firmate dalla Carrozzeria Touring è stata premiata l’Alfa Romeo 1900 SS del 1954 di Carlo Grelewski.

Tra gli altri riconoscimenti assegnati alle automobili figurano l’Oldsmobile Curved Dash del 1904 nella categoria Centenarie, la Lancia Augusta Cabriolet del 1936 tra le Anteguerra e la Ferrari FZ93 del 1993 tra le Supercar.

Nel concorso riservato alle motociclette sono state inoltre premiate la Harley-Davidson 1000 del 1917, la BMW R62 750 del 1928 e la Sertum 500 Sidecar Longhi del 1937. Il riconoscimento per la moto meglio conservata è andato alla Bianchi 500 C75 del 1918, mentre la Vittoria 500 del 1934 è stata scelta come migliore motocicletta restaurata.

L’edizione 2026 si è così conclusa nel segno dell’eleganza, della storia e della cultura motoristica, accompagnando i partecipanti alla scoperta delle strade e dei paesaggi delle Valli Orobiche.