Una selezione di straordinarie vetture italiane da competizione sarà tra le protagoniste della prossima asta organizzata da Gooding Christie’s a Pebble Beach. A guidare il gruppo sarà la Ferrari 250 P telaio 0810, primo esemplare della serie P e prima sport prototipo Ferrari con motore V12 in posizione centrale.
La vettura debuttò a Monza e venne successivamente schierata direttamente dalla Scuderia Ferrari nel corso della stagione 1963. Alla 12 Ore di Sebring, affidata a Willy Mairesse, Lorenzo Bandini e Nino Vaccarella, conquistò il secondo posto assoluto. Nello stesso anno Mike Parkes e Umberto Maglioli la portarono sul terzo gradino del podio alla 24 Ore di Le Mans.
Negli anni successivi la 250 P gareggiò con il North American Racing Team di Luigi Chinetti e con la Scuderia Bear di William McKelvy, partecipando ad alcune delle competizioni più importanti del periodo, tra cui Sebring, Le Mans, Bridgehampton, Mosport e Nassau. Conservata nell’attuale collezione dal 1988, viene proposta con una stima compresa tra 15 e 20 milioni di dollari.
Ferrari 250 GT SWB Berlinetta Competizione
Tra le vetture annunciate figura anche una Ferrari 250 GT SWB Berlinetta Competizione del 1961, telaio 2701 GT, valutata tra 8 e 10 milioni di dollari.
Si tratta di una delle sole venti vetture costruite nella configurazione Comp/61, conosciuta anche come “SEFAC Hot Rod”, massima evoluzione agonistica della celebre berlinetta a passo corto.
La Ferrari fece la sua prima apparizione pubblica durante i test di Le Mans del 1961, dove Mike Parkes, Fernand Tavano e Jo Schlesser ottennero il miglior tempo tra le vetture GT. Nel corso della propria carriera prese parte anche alla Targa Florio del 1967 e, successivamente, a numerosi eventi storici internazionali, tra cui Tour Auto, Goodwood Revival, Le Mans Classic e Monterey Historics.
Ferrari Dino 206 S Berlinetta
Il catalogo comprende inoltre una Ferrari Dino 206 S Berlinetta del 1966, telaio 014, stimata tra 3,5 e 5 milioni di dollari.
È l’ultima delle tre berlinette realizzate tra i diciotto esemplari complessivi della Dino 206 S. La carrozzeria chiusa, disegnata e costruita da Piero Drogo, rende questa vettura particolarmente rara.
Consegnata originariamente al North American Racing Team, debuttò alla 24 Ore di Le Mans del 1966 con Mario Casoni e Nino Vaccarella. In seguito partecipò a numerose gare internazionali, tra cui Can-Am, Sebring, Reims, Watkins Glen e Daytona.
Il risultato più significativo arrivò alla 12 Ore di Sebring del 1969, conclusa al nono posto assoluto e al secondo nella categoria prototipi fino a due litri. La vettura conserva il motore V6 originale con numeri corrispondenti e si trova nella stessa collezione nordamericana dal 1987.
Maserati Tipo 61 Birdcage
Spazio anche alla Maserati Tipo 61 Birdcage telaio 2452, primo esemplare di produzione del modello e una delle sole diciassette vetture costruite.
Tra il dicembre 1959 e l’inizio del 1963 partecipò a oltre cinquanta competizioni, soprattutto negli Stati Uniti. Bob Drake le regalò la prima vittoria assoluta a Palm Springs nel gennaio 1960, seguita da altri successi a Phoenix e Santa Barbara.
La Birdcage venne guidata anche da piloti del calibro di Jim Hall, Bill Krause e Ken Miles. Nel 1962 Krause ottenne cinque vittorie consecutive, imponendosi a Oakland, Pomona, Santa Barbara e Reno.
La stima prevista per la Maserati è compresa tra 3 e 4 milioni di dollari.
Ferrari 225 Sport “Tuboscocca” Spider
A completare la selezione sarà una Ferrari 225 Sport “Tuboscocca” Spider del 1952, telaio 0194 ET, stimata tra 2 e 3 milioni di dollari.
La vettura è una delle sei 225 Sport Spider costruite attorno alla particolare struttura tubolare sviluppata dalla Ferrari. La carrozzeria Vignale venne disegnata da Giovanni Michelotti.
Il debutto avvenne alla Mille Miglia del 1952, con Piero Scotti e Giulio Cantini. Successivamente passò al pilota statunitense Tom Cole, che la utilizzò alla Targa Florio, alla Coppa d’Oro delle Dolomiti, al Daily Mail International Trophy e alla 9 Ore di Goodwood.
Proprio a Goodwood Cole e Graham Whitehead conquistarono il secondo posto assoluto, risultato replicato poco dopo nel Gran Premio di Bari. La Ferrari conserva ancora oggi il proprio motore originale con numeri corrispondenti.

