La Horch 855 Special Roadster conquista il Best of Show al Concours of Elegance Germany

Una rarissima Horch 855 Special Roadster del 1939, carrozzata da Gläser, si è aggiudicata il prestigioso titolo di Best of Show alla seconda edizione del Concours of Elegance Germany.

La manifestazione è tornata nella suggestiva cornice di Gut Kaltenbrunn, sulle rive del lago Tegernsee, riunendo una raffinata selezione di vetture stradali e da competizione appartenenti a nove differenti decenni. A rendere particolare il premio principale è stata anche la modalità di assegnazione: la vincitrice è stata infatti scelta direttamente dai partecipanti al Concorso.

La Horch premiata rappresenta uno degli esempi più importanti ancora esistenti della produzione automobilistica tedesca di lusso dell’epoca precedente alla Seconda guerra mondiale. Si ritiene che ne siano stati costruiti solamente tra i cinque e i sette esemplari, mentre il telaio numero 855007 sarebbe l’unica 855 Special Roadster originale di produzione giunta fino ai giorni nostri.

Consegnata inizialmente nei Paesi Bassi, la vettura è successivamente entrata a far parte di alcune importanti collezioni internazionali. Nel 1954 apparve sulle pagine della rivista Road & Track e venne inoltre guidata dall’attore Rock Hudson nel film “The World Is Ours”.

Dopo un accurato restauro eseguito in Germania, la Horch è stata esposta per un periodo anche nel museo Audi di Ingolstadt, prima di entrare nell’attuale collezione privata.

Maserati protagonista nel centenario del Tridente

Uno dei temi principali dell’edizione 2026 è stato dedicato a Maserati, in occasione dei cento anni dalla prima apparizione del celebre simbolo del Tridente.

Le vetture della Casa modenese hanno conquistato diversi riconoscimenti. Una Maserati 300S del 1955 si è imposta nella categoria dedicata agli anni Cinquanta, mentre una Maserati 5000 GT del 1962, carrozzata da Allemano, ha vinto la classe riservata agli anni Sessanta.

Il premio speciale Maserati è stato invece assegnato alla 3500 GT Convertible Prototype del 1959, disegnata da Giovanni Michelotti e realizzata da Vignale. La vettura ha raggiunto la Germania dal Texas appositamente per partecipare alla manifestazione.

Le vincitrici delle diverse epoche

Il Concorso ha celebrato alcune delle automobili più significative del Novecento, suddivise per decennio.

Tra le vetture premiate figurano una Bentley 4½ Litre Open Tourer del 1928 carrozzata da Van den Plas, un’Alfa Romeo 6C 1750 Gran Sport Spyder del 1931 e una Delahaye 135 MS Roadster del 1947.

Per gli anni Settanta è stata premiata una Ferrari 365 GTB/4 Daytona del 1971, appena restaurata, mentre nella categoria dedicata agli anni Ottanta si è imposta un’Aston Martin V8 Vantage del 1985, originariamente ordinata da Sir Elton John.

Il riconoscimento riservato alle Future Classics è andato invece a una Lamborghini Diablo SE30 del 1995.

Tra i premi speciali, l’Armstrong Siddeley Special Six del 1933 ha ricevuto il Chairman’s Award, mentre il Patron’s Award, assegnato dal principe Leopold di Baviera, è stato attribuito a una Maserati 150S/200S Prototype del 1955.

A completare il programma del fine settimana sono stati l’asta RM Sotheby’s di Tegernsee, il Club Trophy, l’Emerging Collectors Concours, il Ladies Concours e la nuova esposizione gratuita denominata Gallery. Protagonista dell’asta una Koenigsegg One:1 del 2015.

ASI Circuito Tricolore: auto e moto protagoniste al Concorso d’Eleganza di San Pellegrino Terme

Dal 10 al 12 luglio, San Pellegrino Terme torna a essere il palcoscenico di uno degli appuntamenti più affascinanti di ASI Circuito Tricolore. Il Concorso d’Eleganza Città di San Pellegrino Terme, organizzato dal Club Orobico Auto e Moto d’Epoca di Bergamo, riunirà infatti automobili e motociclette storiche in un fine settimana dedicato allo stile, alla cultura e alla passione per il motorismo d’epoca.

La manifestazione si distingue nel panorama nazionale per la capacità di mettere in dialogo le due e le quattro ruote, valorizzando l’eleganza dei veicoli appartenenti a epoche differenti. A fare da filo conduttore sarà la bellezza, espressa attraverso le carrozzerie più iconiche del Novecento, i percorsi panoramici del territorio bergamasco e le prestigiose dimore storiche che ospiteranno le diverse fasi dell’evento.

La giornata di venerdì 10 luglio sarà interamente dedicata alle motociclette. Dopo il ritrovo a San Pellegrino Terme, i partecipanti affronteranno un itinerario che attraverserà Passo Zambla, Clusone, Lovere e Riva di Solto, prima di fare ritorno passando per Endine e Selvino.

Sabato 11 luglio rappresenterà il momento centrale del Concorso. Nella suggestiva cornice di Villa Pesenti Agliardi, a Paladina, si svolgeranno l’esposizione delle automobili, le valutazioni della giuria ASI e la presentazione al pubblico dei veicoli selezionati.

Le motociclette prenderanno invece parte a un percorso dedicato, per poi raggiungere nel pomeriggio il parco della Villa e ricongiungersi alle quattro ruote.

Nello stesso contesto tornerà anche il Fuoriconcorso, l’evento parallelo che negli anni è diventato un appuntamento particolarmente apprezzato da collezionisti e appassionati. Un raduno aperto e senza selezioni, nel quale sarà protagonista soprattutto il piacere di mostrare e condividere il proprio mezzo storico.

L’accoglienza a Villa Pesenti Agliardi inizierà alle 14.30, mentre dalle 16.00 il pubblico potrà esprimere le proprie preferenze. Alle 18.00 si terrà la premiazione delle automobili e delle motociclette vincitrici.

Domenica 12 luglio, il Concorso si trasferirà al Grand Hotel di San Pellegrino Terme, autentico simbolo della Belle Époque. Le facciate riccamente decorate, le scalinate monumentali e il parco storico faranno da cornice all’esposizione conclusiva e alla cerimonia di premiazione, restituendo per un giorno all’edificio la sua originaria atmosfera mondana.

L’edizione 2026 sarà sviluppata attorno a tre temi principali. Il primo celebrerà i 60 anni dell’ASI attraverso alcuni modelli iconici presentati nel 1966, anno di fondazione della Federazione.

Un secondo approfondimento sarà dedicato alle automobili che hanno segnato l’immaginario e la cultura della Dolce Vita, mentre il terzo renderà omaggio al centenario della Carrozzeria Touring, con una selezione delle sue realizzazioni più raffinate.

Tra le vetture presenti anche la Lancia Flaminia GT del 1967, protagonista del progetto ASI Net-Zero Classic e di un test drive di 10.000 chilometri effettuato con alimentazione a bio-benzina.

Goodwood Festival of Speed 2026: la storia del motorsport torna in scena

Dal 9 al 12 luglio, il Goodwood Festival of Speed tornerà a trasformare la celebre salita davanti a Goodwood House nel centro del mondo automobilistico.

L’edizione 2026 si annuncia particolarmente ricca, con un programma capace di unire grandi pagine della storia del motorsport, campioni del presente, vetture leggendarie e alcune delle novità più attese del panorama internazionale.

Il tema scelto per quest’anno è “The Rivals: Epic Racing Duels”, un omaggio alle rivalità che hanno segnato la storia delle competizioni. Un filo conduttore che accompagnerà i quattro giorni dell’evento, riportando in scena alcune sfide diventate parte della leggenda.

Sessant’anni dalla storica tripletta Ford a Le Mans

Tra i momenti più attesi ci sarà la celebrazione del sessantesimo anniversario della 24 Ore di Le Mans del 1966, passata alla storia per la straordinaria tripletta conquistata dalla Ford.

Le tre Ford GT MkII che occuparono i primi tre posti assoluti torneranno insieme sulla collina di Goodwood per una rara esibizione dinamica.

Un’occasione speciale per rivedere le protagoniste di una delle sfide più celebri nella storia dell’automobilismo, simbolo dell’accesa rivalità tra Ford e Ferrari negli anni Sessanta.

Il ricordo della sfida tra Hunt e Lauda

Il Festival of Speed celebrerà anche i cinquant’anni dal Campionato mondiale di Formula 1 del 1976, segnato dal duello tra James Hunt e Niki Lauda.

Una stagione entrata nella leggenda per l’intensità della sfida sportiva, per il drammatico incidente del Nürburgring e per l’epilogo decisivo nell’ultima gara disputata sul circuito del Fuji.

La rivalità tra i due campioni rappresenterà uno dei temi centrali dell’edizione 2026, contribuendo a raccontare un periodo irripetibile della Formula 1.

Lando Norris festeggia il titolo mondiale

Tra i grandi protagonisti del fine settimana ci sarà Lando Norris, chiamato a percorrere la salita nella giornata di sabato al volante della McLaren MCL60.

Per il pubblico britannico sarà l’occasione per celebrare il nuovo Campione del Mondo di Formula 1, accolto sulla collina di Goodwood dopo la conquista del titolo iridato.

McLaren porterà inoltre due monoposto particolarmente significative della propria storia: la MP4/8, con cui Ayrton Senna vinse il Gran Premio d’Australia del 1993, e la rara MP4/8B, che non veniva mostrata al pubblico dai test effettuati da Senna e Mika Häkkinen a Estoril nello stesso anno.

Damon Hill di nuovo sulla Williams FW18

Un altro ritorno carico di significato sarà quello di Damon Hill, che tornerà al volante della Williams FW18 con cui conquistò il Campionato mondiale di Formula 1 nel 1996.

A trent’anni da quella stagione, il pilota britannico affronterà nuovamente la salita di Goodwood con la monoposto restaurata, riportando sulla scena una delle vetture più rappresentative della Formula 1 degli anni Novanta.

Novità e anteprime internazionali

Accanto alle celebrazioni storiche, il Festival of Speed ospiterà anche numerose anteprime.

Bentley presenterà per la prima volta nel Regno Unito la nuova Continental Supersports, una versione pensata per offrire un’esperienza di guida più pura, con trazione posteriore e senza sistema ibrido.

Renault porterà invece la 5 Turbo 3E, reinterpretazione completamente elettrica della leggendaria sportiva nata per l’omologazione nel Gruppo B. Con una potenza di 547 CV, il nuovo modello combina richiami al passato e soluzioni tecnologiche contemporanee.

BMW mostrerà infine la Vision M Concept, un prototipo che anticipa il futuro del reparto sportivo della Casa tedesca e offre una prima indicazione su quella che potrebbe essere la prossima generazione della M3 elettrica, dotata di quattro motori.

Singer protagonista della Central Feature

Singer sarà il partner principale della spettacolare Central Feature, la scultura monumentale che ogni anno domina lo spazio davanti a Goodwood House.

Come da tradizione, l’opera sarà firmata da Gerry Judah, mentre il suo aspetto resterà segreto fino all’apertura ufficiale dei cancelli.

Tra vetture storiche, campioni, anniversari e nuove tecnologie, il Goodwood Festival of Speed 2026 si prepara così a offrire quattro giornate dedicate alla passione per l’automobile e alla storia delle competizioni.

 

Concours d’Élégance Suisse: dieci anni di eleganza a Château de Coppet

Il Concours d’Élégance Suisse ha celebrato la decima edizione dalla sua rinascita nella splendida cornice dello Château de Coppet, a pochi chilometri da Ginevra.

Un traguardo importante per una manifestazione che, anno dopo anno, continua a raccontare la storia dell’automobile attraverso il design, la tecnica e l’eleganza delle grandi carrozzerie del passato.

Le origini del concorso risalgono al 1927, quando l’evento venne organizzato per la prima volta al Parc des Bastions di Ginevra. Dopo l’interruzione negli anni Cinquanta, coincisa con il progressivo declino delle carrozzerie artigianali, la manifestazione è tornata nel 2016, dopo sessant’anni di assenza.

L’edizione 2026 ha quindi celebrato una doppia ricorrenza: la decima edizione della nuova era e i settant’anni dall’ultimo appuntamento storico.

Per l’occasione, una parte importante dell’esposizione è stata dedicata alle automobili degli anni Trenta, protagoniste di una fase straordinaria dell’evoluzione stilistica, segnata dal passaggio dalle forme Art Déco alle prime sperimentazioni aerodinamiche.

Due giornate tra strade panoramiche ed eleganza

A causa delle temperature particolarmente elevate, l’organizzazione ha scelto di concentrare il programma in due giornate anziché nelle consuete tre.

Il sabato è stato dedicato al Tour d’Élégance, mentre la domenica ha ospitato il concorso vero e proprio.

Il percorso del tour ha accompagnato gli equipaggi lungo le strade e i borghi affacciati sul Lago di Ginevra, alternando il piacere della guida ad alcune esperienze legate al territorio.

Tra le tappe previste, la visita a una cantina, l’incontro con un Maître Chocolatier e le soste presso concessionarie e officine specializzate nel restauro di automobili storiche.

La manifestazione ha richiamato 1.850 visitatori, 110 partecipanti e 50 volontari, con circa settanta vetture in esposizione. Numeri che confermano la crescita dell’evento e il forte interesse nei confronti del motorismo storico.

Un percorso nella storia dell’automobile

Le vetture presenti hanno raccontato quasi un secolo di evoluzione automobilistica, dagli anni Trenta fino alle produzioni più recenti.

Nel corso della giornata sono stati assegnati numerosi riconoscimenti, dedicati al miglior restauro, alla migliore conservazione, al suono del motore, all’innovazione tecnica e agli equipaggi femminili.

Non è mancato anche un premio per i partecipanti che hanno saputo interpretare con maggiore eleganza l’abbigliamento a tema, contribuendo a ricreare l’atmosfera dei grandi concorsi del passato.

Una categoria speciale è stata inoltre riservata al centenario della Carrozzeria Touring Superleggera, una delle firme più prestigiose del design automobilistico italiano.

L’Alfa Romeo 8C 2900B conquista il Best of Show

Il riconoscimento più importante della manifestazione, il Best of Show, è stato assegnato a una straordinaria Alfa Romeo 8C 2900B Cabriolet del 1938, carrozzata dagli Stabilimenti Farina.

La vettura appartenne in origine al campione automobilistico Giuseppe “Nino” Farina e conserva ancora oggi dettagli particolarmente rari, tra cui gli interni in pelle di razza.

Oggi fa parte della Keller Collection at the Pyramids, con sede a Petaluma, in California, ed è stata scelta dalla giuria come migliore automobile dell’intero concorso.

Il fine settimana di Château de Coppet ha riunito collezionisti, appassionati, famiglie e amanti del design, confermando ancora una volta la capacità dell’automobile storica di coinvolgere generazioni diverse.

 

Il Museo Storico della Guardia di Finanza entra nella rete ASI Musei

La piattaforma dedicata alla storia della mobilità italiana supera le 300 realtà aderenti

Il Museo Storico della Guardia di Finanza di Roma entra ufficialmente a far parte della rete ASI Musei, il progetto promosso dalla Commissione Storia e Musei dell’Automotoclub Storico Italiano per valorizzare e mettere in collegamento musei, collezioni e realtà dedicate alla mobilità storica.

Con questo nuovo ingresso, la piattaforma asimusei.it supera le 300 adesioni distribuite sul territorio nazionale, offrendo al pubblico schede di approfondimento, fotografie, informazioni tecniche e contenuti video dedicati al patrimonio motoristico italiano.

Una storia iniziata nel 1937

Il Museo Storico della Guardia di Finanza venne inaugurato nel 1937 all’interno della caserma “Piave” di Roma.

Nel 1960 fu trasferito nell’attuale sede di piazza Armellini, nel quartiere Nomentano, per consentire l’ampliamento degli spazi espositivi e accogliere una raccolta sempre più ricca.

Il percorso museale racconta la storia del Corpo attraverso documenti, uniformi, cimeli e testimonianze legate alle attività svolte dalla Guardia di Finanza nel corso della storia d’Italia.

Le origini delle Fiamme Gialle risalgono al 1774, quando in Piemonte venne istituita la Legione Truppe Leggere per volontà di Vittorio Amedeo III di Savoia.

Otto sale per raccontare la storia del Corpo

Il materiale conservato è distribuito in otto sale e lungo ampi corridoi espositivi.

Sezioni specifiche approfondiscono il ruolo della Guardia di Finanza durante il Risorgimento, la Prima e la Seconda Guerra Mondiale, le campagne coloniali, la Resistenza e la Guerra di Liberazione.

Uno spazio è inoltre dedicato ai trofei e ai riconoscimenti ottenuti dal Corpo nelle competizioni sportive.

Al Museo sono annessi anche il Sacrario dei Caduti della Guardia di Finanza e una biblioteca specializzata nella storia delle istituzioni militari.

Un importante patrimonio documentale

La biblioteca del Museo raccoglie circa 6.000 volumi, ai quali si aggiungono una fototeca e una videoteca completamente digitalizzate.

Il patrimonio comprende oltre 900 cartoline, circa 53.000 fotografie e più di 300 filmati, materiali che documentano non soltanto l’evoluzione della Guardia di Finanza, ma anche numerosi passaggi della storia italiana.

Una raccolta di grande valore storico e culturale, capace di restituire attraverso immagini e documenti l’evoluzione del Corpo e del Paese.

Oltre quaranta veicoli appartenuti alle Fiamme Gialle

Dal 2015 il Museo ospita anche la Raccolta di Veicoli Storici della Guardia di Finanza.

Il progetto prese avvio con l’acquisizione di una Fiat 600 e comprende oggi oltre quaranta mezzi, tutti realmente utilizzati dal Corpo durante il proprio servizio.

La collezione ripercorre l’evoluzione della mobilità delle Fiamme Gialle, dalla nascita del Servizio Motorizzazione della Regia Guardia di Finanza nel 1935 fino ai giorni nostri.

Automobili, motociclette e mezzi di servizio testimoniano così i cambiamenti tecnici e operativi che hanno accompagnato il Corpo nel corso dei decenni.

Un nuovo tassello nella rete ASI Musei

L’ingresso del Museo Storico della Guardia di Finanza amplia ulteriormente la rete nazionale di ASI Musei, nata con l’obiettivo di rendere accessibile e coordinato il patrimonio italiano legato alla storia dei trasporti.

Un sistema che riunisce musei pubblici, collezioni private, fondazioni e realtà associative, contribuendo alla tutela e alla divulgazione della cultura motoristica italiana.

L’adesione del Museo romano rappresenta quindi un ulteriore passo nella valorizzazione di una collezione capace di unire storia istituzionale, memoria nazionale e sviluppo della mobilità.

 

La Bentley Blower No. 1 conquista il Best in Show a Heveningham

Il celebre esemplare del 1929 trionfa nell’edizione 2026 del concorso britannico, tra automobili storiche, motociclette e velivoli d’epoca

La Bentley Blower No. 1 del 1929 si è aggiudicata il prestigioso titolo di Best in Show all’Heveningham Concours 2026, appuntamento che ogni anno riunisce nella campagna del Suffolk una selezione particolarmente ricca e variegata di automobili, motociclette e velivoli storici.

Organizzato nella cornice della tenuta di Heveningham Hall, in contemporanea con il tradizionale Heveningham Country Fair, il concorso ha proposto un viaggio attraverso quasi 130 anni di storia della mobilità. La vettura più antica presente era una Peugeot Type 15 Double Phaeton del 1898, affiancata da automobili da competizione, eleganti Gran Turismo del dopoguerra e moderne supersportive.

Una selezione senza confini

Uno degli elementi distintivi dell’Heveningham Concours è proprio la varietà dei mezzi esposti.

Tra le vetture più interessanti figuravano la Porsche 911K di Richard Tuthill, affiancata dalla Porsche costruita dalla stessa Tuthill e recentemente vittoriosa al Safari Rally Kenya, una Toyota Land Cruiser FJ40 del 1973 conservata con appena 400 miglia percorse e una Ferrari 330 GTC del 1966 restaurata, protagonista nel corso della sua storia di numerosi passaggi tra Europa e Sud America.

Grande attenzione anche per il mondo delle due ruote, rappresentato dalla Suzuki RG500 XR22A del 1978 appartenuta al campione Barry Sheene e portata all’evento dal figlio Freddie.

Automobili e aviazione nella stessa cornice

La componente aeronautica continua a essere uno degli aspetti più caratteristici della manifestazione britannica.

Due Douglas DC-3 hanno accolto i visitatori all’ingresso della tenuta, mentre le esibizioni in volo hanno affiancato le attività dedicate alle automobili. Non è mancata la tradizionale Horsepower Hill, occasione per osservare e ascoltare in movimento alcune delle protagoniste del concorso.

Il miglior risultato sul percorso è stato ottenuto da una Porsche Taycan Weissach, capace di raggiungere le 127 miglia orarie.

La Bentley Blower No. 1 al vertice

La giuria internazionale, coordinata da Max Hunt, comprendeva personalità come Peter Stevens, Marino Franchitti, Mai Ikuzawa, Roger Bennington, Romulus Rost e Harry Charlesworth.

Le automobili sono state valutate considerando significato storico, originalità, provenienza, qualità costruttiva e stato di presentazione. Al termine delle valutazioni, il massimo riconoscimento è stato assegnato alla Bentley Blower No. 1 del 1929.

La Blower rappresenta uno dei capitoli più affascinanti della storia Bentley. Le sue forme imponenti, la meccanica sovralimentata e il profondo legame con le competizioni britanniche tra gli anni Venti e Trenta l’hanno resa una delle automobili più riconoscibili e celebrate del periodo prebellico.

Tutte le vincitrici di categoria

Nella classe dedicata alle vetture pioniere e prebelliche si è imposta una Bugatti Type 37A del 1928, mentre il premio riservato alle automobili costruite tra il 1946 e il 1965 è stato assegnato a una rara ATS 2500 GTS del 1964, proveniente dall’Audrain Collection.

La Ferrari 330 GTC del 1966 di Christy Chiltern-Hunt ha conquistato la categoria Post-Modern, dedicata ai modelli prodotti tra il 1966 e il 1999.

Tra supercar e hypercar il riconoscimento è stato assegnato ex aequo alla Ferrari F40 del 1989 appartenente a Nick Mason e alla Bugatti Veyron 16.4 del 2008 di Chris Wilson.

La categoria Race & Rally ha premiato la Porsche 911 RSR Safari del 1973, mentre tra le motociclette ha prevalso la Suzuki RG500 XR22A di Freddie Sheene.

I riconoscimenti speciali

Il Chairman’s Choice è stato assegnato a due automobili molto differenti tra loro: una Bentley 8 Litre Saloon del 1932, carrozzata H.J. Mulliner, e una moderna Singer DLS Turbo.

Nel settore aeronautico, il trofeo principale è andato a un De Havilland DH.89A Dragon Rapide del 1944, davanti a un North American P-51D Mustang dello stesso anno.

 

 
 

Monaco celebra oltre 130 anni di storia dell’automobile

Al Grimaldi Forum una mostra racconta il legame tra il Principato, le competizioni e alcune delle vetture più importanti della storia

Il Principato di Monaco rende omaggio alla propria straordinaria tradizione automobilistica con la mostra “Monaco & the Automobile, from 1893 to the Present Day”, visitabile al Grimaldi Forum fino al 6 settembre 2026.

L’esposizione ripercorre oltre 130 anni di storia attraverso più di cinquanta automobili, monoposto e vetture da competizione provenienti da prestigiose collezioni internazionali. Un percorso che intreccia design, innovazione tecnica, costume e sport, raccontando il ruolo centrale assunto dall’automobile nella storia del Principato.

Monaco e il motorsport: un legame senza tempo

L’identità automobilistica di Monaco è legata soprattutto a due manifestazioni che hanno contribuito in maniera decisiva alla sua fama internazionale: il Rallye Automobile Monte-Carlo, nato nel 1911, e il Gran Premio di Monaco, disputato per la prima volta nel 1929.

Due competizioni profondamente differenti, ma entrambe capaci di trasformare le strade del Principato in un laboratorio per lo sviluppo della tecnica automobilistica. Nel corso dei decenni, costruttori e piloti hanno affrontato percorsi tortuosi, condizioni imprevedibili e circuiti cittadini estremamente impegnativi, contribuendo all’evoluzione delle vetture stradali e da competizione.

La mostra, curata da Rodolphe Rapetti e realizzata con la collaborazione dell’Automobile Club de Monaco, accompagna i visitatori attraverso diverse epoche, dalle prime automobili della fine dell’Ottocento fino alle moderne vetture da rally e Formula 1.

Dall’eleganza del Principato alle grandi imprese sportive

Ad aprire il percorso è una vettura profondamente legata alla storia della famiglia reale monegasca: la Rolls-Royce Silver Wraith Four-door Convertible carrozzata Hooper, utilizzata da Grace Kelly e dal principe Ranieri III in occasione del loro matrimonio del 19 aprile 1956.

La prima parte dell’esposizione racconta anche la nascita dei concorsi d’eleganza nel Principato, quando le automobili iniziarono gradualmente a sostituire le carrozze davanti agli edifici e agli alberghi più prestigiosi di Monte-Carlo.

Tra i modelli più antichi figura inoltre una rara Delahaye Type 58, settima classificata al Rallye Monte-Carlo del 1912 e premiata, il giorno successivo alla competizione, anche in un concorso d’eleganza.

Le regine del Rallye Monte-Carlo

Una parte centrale della mostra è dedicata alle automobili che hanno scritto alcune delle pagine più importanti del Rallye Monte-Carlo.

Il percorso comprende la Morris Mini Cooper S vincitrice nel 1964 con Paddy Hopkirk ed Henry Liddon, l’Alpine-Renault A110, la Talbot Sunbeam Lotus, la Renault 5 Turbo portata al successo nel 1981 da Jean Ragnotti e Jean-Marc Andrié, l’Audi Quattro e una più recente Toyota Yaris WRC.

Particolarmente significativa è la presenza delle vetture italiane. Tra queste spiccano la Lancia Fulvia Coupé 1.6 HF numero 14, con la quale Sandro Munari e Mario Mannucci conquistarono l’edizione del 1972, e la Lancia Stratos HF, vincitrice nel 1977 con Munari e Piero Sodano Maiga.

Accanto alle Lancia trovano spazio anche la Fiat 124 Abarth Rally, seconda classificata nel 1975 con Hannu Mikkola e Jean Todt, la Fiat 131 Abarth vincitrice nel 1980 con Walter Röhrl e Christian Geistdörfer e la Lancia Delta Integrale 16V, protagonista del successo ottenuto nel 1990 da Didier Auriol e Bernard Occelli.

Le monoposto che hanno sfidato le strade di Monaco

Il racconto prosegue con una selezione di vetture da Gran Premio e Formula 1 che hanno corso sul celebre circuito cittadino monegasco.

Dalle Bugatti Type 35 e dalla Delage 15-S-8 si arriva all’Alfa Romeo 158 “Alfetta”, vincitrice del Gran Premio di Monaco del 1950 con Juan Manuel Fangio. Sono esposte anche la Lancia D50, la Cooper T51, la BRM P57, diverse Lotus, McLaren, Matra e Tyrrell.

Tra le monoposto più rappresentative figurano la Wolf WR1, condotta al successo da Jody Scheckter nel 1977, e la Ferrari 126 CK, con la quale Gilles Villeneuve conquistò una memorabile vittoria a Monaco nel 1981.

Il percorso comprende inoltre la Ferrari 640 progettata da John Barnard, ricordata per l’introduzione del cambio semiautomatico con comandi al volante, la Benetton B192 legata a Michael Schumacher e la McLaren MP4/8 guidata da Ayrton Senna nella stagione 1993.

Una mostra tra tecnica, cultura e memoria

“Monaco & the Automobile” non è soltanto una raccolta di vetture eccezionali. Fotografie, documenti, manifesti e materiali d’epoca permettono di comprendere come l’automobile abbia influenzato profondamente l’identità, l’immagine e la cultura del Principato.

Spazio anche ai grandi protagonisti monegaschi del motorsport, da Louis Chiron, vincitore del Gran Premio di Monaco nel 1931, fino a Charles Leclerc, simbolo contemporaneo del legame tra il Principato e la Formula 1.

 

 

Le Mans Classic Legend 2026: la storia dell’endurance torna protagonista sul Circuit de la Sarthe

Dal 2 al 5 luglio 2026, il leggendario Circuit de la Sarthe ospiterà la prima edizione di Le Mans Classic Legend, il nuovo appuntamento dedicato alle automobili che hanno scritto la storia dell’endurance tra il 1976 e il 2015.

La manifestazione inaugura il nuovo formato annuale di Le Mans Classic, che alternerà due eventi distinti: negli anni pari, Le Mans Classic Legend celebrerà le vetture da competizione più moderne, mentre negli anni dispari Le Mans Classic Heritage riporterà in pista le automobili costruite tra il 1923 e il 1975.

Una formula pensata per raccontare oltre novant’anni di storia della 24 Ore di Le Mans, permettendo al pubblico di ammirare in azione vetture appartenenti a epoche, categorie e concezioni tecniche profondamente differenti.

Le grandi protagoniste dell’endurance

Le Mans Classic Legend riunirà alcune delle automobili più rappresentative delle competizioni di durata degli ultimi decenni.

Sul tracciato francese torneranno protagonisti prototipi, Gran Turismo e vetture appartenenti alle categorie che hanno segnato l’evoluzione della 24 Ore di Le Mans: dalle spettacolari Gruppo C degli anni Ottanta e Novanta fino alle più recenti protagoniste dell’endurance internazionale.

Il programma comprenderà sessioni di prove, qualifiche, gare, parate e dimostrazioni in pista. L’attività proseguirà anche nelle ore notturne, ricreando una delle atmosfere più caratteristiche e affascinanti della celebre maratona francese.

Accanto alle competizioni principali troveranno spazio appuntamenti dedicati alle Porsche storiche, alle vetture dell’Endurance Racing Legends e alle automobili appartenenti ai club presenti nel circuito.

Gordon Murray ospite d’onore

Uno dei protagonisti più attesi dell’edizione 2026 sarà Gordon Murray, scelto come ospite d’onore della manifestazione.

Ingegnere e progettista tra i più influenti della storia del motorsport, Murray ha legato il proprio nome ad alcune delle vetture da competizione e stradali più innovative mai realizzate.

Tra i risultati più significativi della sua carriera figura il successo ottenuto dalla McLaren F1 GTR alla 24 Ore di Le Mans del 1995, una vittoria entrata nella storia per essere arrivata al debutto della vettura nella classica francese.

Durante il fine settimana sarà organizzata una speciale parata in pista con alcune delle sue creazioni più celebri. Tra le vetture annunciate figurano la McLaren F1, la sua versione GTR, la Brabham BT42 e la McLaren MP4/5B, monoposto con la quale Ayrton Senna conquistò il Campionato Mondiale di Formula 1 nel 1990.

Saranno inoltre presenti alcune delle più recenti automobili prodotte da Gordon Murray Automotive, tra cui le T.33, T.50 e T.50s Niki Lauda.

Una selezione delle vetture sarà esposta anche all’interno del villaggio, offrendo al pubblico l’opportunità di ripercorrere l’evoluzione del lavoro del progettista britannico.

Un festival dedicato alla cultura automobilistica

Le Mans Classic non rappresenta solamente un appuntamento sportivo, ma un vero festival dedicato alla storia e alla cultura dell’automobile.

Nei paddock e nelle aree riservate ai club sarà possibile ammirare centinaia di vetture storiche, incontrare piloti, collezionisti e preparatori e osservare da vicino automobili raramente riunite nello stesso luogo.

Il programma sarà completato da esposizioni, parate, concerti, simulatori di guida e iniziative dedicate agli appassionati di tutte le età.

Tra gli appuntamenti più caratteristici tornerà anche Little Big Mans, la parata riservata alle riproduzioni in scala delle più celebri vetture della 24 Ore, guidate dai giovanissimi partecipanti sul Circuito Bugatti.

Il fascino del Circuit de la Sarthe

Il Circuit de la Sarthe rimane uno dei tracciati più iconici e impegnativi del panorama automobilistico mondiale.

Lungo 13,626 chilometri, unisce sezioni permanenti a tratti di viabilità normalmente aperti al traffico. Rettilinei ad altissima velocità, curve leggendarie e continui cambi di ritmo hanno contribuito a costruire il mito della 24 Ore di Le Mans fin dalla sua prima edizione, disputata nel 1923.

La prima Le Mans Classic si svolse invece nel 2002, riportando sul circuito le vetture che avevano partecipato alla celebre competizione francese nel corso del Novecento.

Con l’introduzione del nuovo formato Legend, la manifestazione amplia ora il proprio racconto alle automobili più recenti, capaci di rappresentare l’evoluzione tecnica, aerodinamica e sportiva delle gare endurance.

Un nuovo capitolo per Le Mans Classic

Le Mans Classic Legend 2026 segna l’inizio di una nuova fase per uno degli eventi più importanti del motorismo storico internazionale.

La scelta di rendere annuale la manifestazione consentirà di valorizzare in modo più approfondito le differenti epoche della 24 Ore di Le Mans, alternando le automobili delle origini alle protagoniste degli anni più recenti.

Dal 2 al 5 luglio, il Circuit de la Sarthe tornerà così a riunire passato e presente, celebrando le vetture, i progettisti e i piloti che hanno trasformato Le Mans in uno dei luoghi simbolo della storia dell’automobile.

Torino capitale del motorismo storico europeo con il FIVA European Meeting

Dal 3 al 5 luglio, Villa Rey, sede dell’Automotoclub Storico Italiano a Torino, ospiterà il FIVA European Meeting, importante appuntamento dedicato al confronto tra i rappresentanti delle Autorità Nazionali FIVA europee e il board della Federazione Internazionale dei Veicoli Storici.

All’incontro prenderanno parte delegati provenienti da 23 Paesi del Vecchio Continente, insieme ai vertici della FIVA. Nelle stesse giornate si riunirà anche il General Committee, composto dal Presidente, dai Vice Presidenti e dai responsabili delle diverse Commissioni della Federazione.

Le prospettive dei veicoli storici in Europa

I lavori dell’European Meeting prenderanno ufficialmente il via alle ore 15.00 di sabato 4 luglio con l’intervento del Presidente FIVA Alberto Scuro, che presenterà gli obiettivi, le priorità e le aspettative dell’incontro torinese.

La prima sessione sarà dedicata alle sfide legislative e alle prospettive future per i veicoli storici in Europa. A introdurre il tema saranno Lars Genild, FIVA Vice President Legislation, e Gabriel Lecumberri di EPPA.

Il confronto avrà l’obiettivo di individuare le principali priorità e le iniziative di sensibilizzazione necessarie per tutelare e promuovere il patrimonio motoristico storico all’interno di un quadro normativo in continua evoluzione.

Tra gli argomenti affrontati figurano gli attuali sviluppi legislativi e regolamentari, le politiche ambientali, la sostenibilità e il ruolo che i veicoli storici potranno continuare a ricoprire nella mobilità del futuro.

Particolare attenzione sarà inoltre riservata alle nuove sfide, alle opportunità e alle strategie di tutela, attraverso un confronto tra le diverse esperienze nazionali. I rappresentanti delle Federazioni condivideranno rischi emergenti, iniziative di successo e ambiti nei quali un’azione coordinata a livello europeo potrebbe risultare particolarmente efficace.

Rafforzare la collaborazione tra FIVA e Federazioni Nazionali

Un altro momento centrale dell’incontro sarà l’intervento di Nataša G. Jerina, Senior Vice President for Internal Affairs, intitolato “Rafforzare la FIVA e le sue Federazioni Nazionali: costruire il futuro insieme”.

La sessione sarà dedicata alla raccolta di proposte e all’individuazione delle priorità necessarie per migliorare la cooperazione tra la Federazione internazionale e le singole realtà nazionali.

Il confronto riguarderà in particolare i servizi offerti, la comunicazione interna, il coinvolgimento degli associati e lo sviluppo di una rete sempre più coesa ed efficace nella tutela della cultura e della storia dei veicoli d’epoca.

La conclusione allo Stellantis Heritage Hub

Le conclusioni del FIVA European Meeting saranno presentate domenica 5 luglio, al termine della visita alla Collezione ASI Bertone, custodita presso lo Stellantis Heritage Hub di Torino.

La giornata conclusiva comprenderà anche una conferenza con alcuni ex designer Bertone, offrendo ai partecipanti un’ulteriore occasione di approfondimento sulla storia del design automobilistico italiano e sull’eredità lasciata da una delle carrozzerie più importanti del Novecento.

Il meeting di Torino rappresenterà così un’importante occasione di dialogo internazionale sul futuro del motorismo storico, sulle strategie necessarie per tutelarlo e sul ruolo delle Federazioni nel conservarne il valore culturale, tecnico e sociale.

ASI Circuito Tricolore alla scoperta dell’Abruzzo: cultura, natura e tradizioni protagoniste del Gran Tour

 

L’ASI Circuito Tricolore prosegue il proprio viaggio lungo la Penisola con una nuova edizione dell’Abruzzo Gran Tour, in programma da mercoledì 1 a domenica 5 luglio.

La manifestazione porterà automobili storiche ed equipaggi alla scoperta di alcuni dei luoghi più autentici del Centro Italia, unendo passione automobilistica, cultura, paesaggio e valorizzazione del territorio. Un’occasione speciale che renderà omaggio anche a L’Aquila, Capitale Italiana della Cultura 2026.

Il progetto ASI Circuito Tricolore propone infatti una forma di motorismo storico dinamico, legata al turismo lento e alla scoperta delle vocazioni meno conosciute delle diverse regioni italiane. Un modo rispettoso e consapevole di vivere l’automobile storica, capace di accompagnare i partecipanti lontano dalle destinazioni maggiormente interessate dal turismo di massa.

Dopo gli appuntamenti organizzati sulle strade di Emilia-Romagna, Toscana, Puglia, Sicilia, Piemonte e Veneto, i riflettori saranno quindi puntati sull’Abruzzo e sulle sue bellezze naturalistiche, artistiche e culturali.

Un viaggio nel cuore dell’Abruzzo

L’evento, organizzato dall’Abruzzo Drivers Club, federato ASI, propone un programma pensato per gli appassionati del viaggio e delle automobili d’epoca.

Il quartier generale sarà ancora una volta la città di Avezzano, punto di partenza degli itinerari che attraverseranno borghi, parchi naturali e strade panoramiche.

La prima tappa condurrà gli equipaggi verso L’Aquila, lungo un percorso di circa 140 chilometri che attraverserà Raiano, le Svolte di Popoli, Navelli e Rocca Calascio. L’arrivo nel capoluogo abruzzese sarà uno dei momenti centrali della manifestazione e rappresenterà un omaggio al suo ruolo di Capitale Italiana della Cultura 2026.

Giovedì 2 luglio sarà invece affrontato un nuovo itinerario di circa 140 chilometri, con passaggi a Fonte Cerreto, Castel del Monte e Santo Stefano di Sessanio, suggestivo borgo del Parco Nazionale del Gran Sasso inserito tra i Borghi più Belli d’Italia.

La giornata comprenderà anche una visita alla Scuola Ispettori e Sovrintendenti della Guardia di Finanza de L’Aquila. Per l’occasione, il Museo Storico della Scuola ospiterà un’esposizione speciale dedicata a cinque automobili storiche.

Il programma proseguirà con il ritorno a L’Aquila e con la rievocazione del Gran Premio Pietro Cidonio, lungo le strade dello storico Circuito di Collemaggio.

Borghi, paesaggi e storia automobilistica

Venerdì 3 luglio la carovana farà ritorno verso Avezzano attraversando altre località particolarmente rappresentative del territorio abruzzese.

Il percorso toccherà Rocca di Mezzo, nel Parco Regionale Sirente-Velino, Gagliano Aterno e Aielli, conosciuta anche come “Borgo Universo” grazie ai suoi murales, alle installazioni artistiche e alle botteghe che hanno trasformato il paese in un vero museo a cielo aperto.

Dopo circa 120 chilometri, la tappa si concluderà con una parata delle vetture storiche lungo le vie del centro di Avezzano.

Sabato 4 luglio l’Abruzzo Gran Tour vivrà la sua giornata conclusiva su strada. Gli equipaggi raggiungeranno Collalto Sabino, il Lago del Turano e Carsoli, alternando la guida a soste e visite dedicate alla scoperta del territorio.

Spazio anche alla storia sportiva con la rievocazione del Trofeo Micangeli, cronoscalata disputata negli anni Cinquanta lungo la salita di Pietracquaria.

La giornata terminerà con il Gran Galà Città di Avezzano e con il nuovo Concorso d’Eleganza intitolato a Pietro Di Lorenzo, dedicato alla bellezza, alla conservazione e al valore storico delle vetture partecipanti.

Una manifestazione dal respiro internazionale

Le premiazioni di domenica 5 luglio chiuderanno una manifestazione che continua a raccogliere crescente interesse anche al di fuori dei confini italiani.

A testimoniare la dimensione internazionale dell’evento sarà il gemellaggio con la manifestazione giapponese Coppa di Himeji, grazie al quale parteciperanno all’Abruzzo Gran Tour anche quattro equipaggi provenienti dal Giappone.

L’Abruzzo Gran Tour si conferma così un appuntamento capace di raccontare il territorio attraverso il fascino delle automobili storiche, trasformando ogni percorso in un viaggio tra cultura, tradizioni, natura e passione.