Londra, il lusso scende in strada: Sloane Street ospita il nuovo “Fuorisalone” di Salon Privé

Il cuore di Knightsbridge si trasforma in un museo a cielo aperto. Sabato 11 aprile, 25 icone dell’automobilismo sfileranno tra le boutique di lusso per un’anteprima gratuita del celebre concorso d’eleganza.

Dimenticate i cancelli chiusi e i prati privati dei castelli inglesi. Quest’anno, il fascino di Salon Privé – l’evento automobilistico più esclusivo del Regno Unito – si concede un bagno di folla nel cuore pulsante dello shopping londinese. Sabato 11 aprile 2026, Sloane Street farà da cornice al primo Sloane Street Concours, un evento inedito che porterà 25 capolavori a quattro ruote tra le vetrine di Louis Vuitton e Hermès.

Un museo open-air tra Knightsbridge e Chelsea

L’iniziativa nasce per celebrare il recente restyling di Sloane Street, oggi più pedonale e lussuosa che mai. Per un intero pomeriggio, il tratto tra Harriet Street e Cadogan Place diventerà un Parc Fermé d’eccezione. La selezione delle vetture è un dialogo tra epoche: si va dalle curve intramontabili di una Jaguar E-Type del 1961 alla ferocia tecnologica di una McLaren F1 GTR, fino a pezzi unici come la Rolls-Royce Corniche elettrica da 500 CV realizzata da Halcyon Cars.

Non sarà solo un’esposizione statica. Una giuria di esperti selezionata da Salon Privé valuterà le auto in gara, assegnando premi che daranno alla giornata quel tocco di competizione aristocratica tipico dei concorsi d’eleganza più blasonati.

Un ponte verso il Royal Hospital Chelsea

Lo Sloane Street Concours funge da “antipasto” gourmet per il piatto principale: il Salon Privé London, che si terrà dal 16 al 18 aprile nella storica cornice del Royal Hospital Chelsea.

L’evento di Sloane Street rappresenta una svolta democratica (essendo ad accesso libero) per un marchio che ha fatto dell’esclusività il suo vessillo. Un’opportunità rara per i passanti e gli appassionati di vedere da vicino hypercar e classiche da milioni di sterline, incastonate in un contesto urbano che per un giorno ruberà la scena ai saloni internazionali.

La Collezione ASI Bertone approda allo Stellantis Heritage Hub

Torino si conferma capitale mondiale del car design. Dopo un lungo percorso di tutela e valorizzazione, la prestigiosa Collezione ASI Bertone ha finalmente trovato la sua “casa definitiva” all’interno dello Stellantis Heritage Hub. Un ritorno simbolico all’ombra della Mole per 66 vetture che rappresentano l’apice della creatività italiana, dagli anni Sessanta fino alle sfide tecnologiche del nuovo millennio.

Un patrimonio salvato e condiviso

La collezione, acquisita dall’ASI (Automotoclub Storico Italiano) nel 2015 per evitarne la dispersione all’estero, entra ora stabilmente nel percorso espositivo dell’Officina 81 di via Plava. Non si tratta solo di una mostra, ma di un’operazione culturale che punta a rendere fruibile a tutti un archivio storico unico.

“Con questo ritorno a Torino completiamo la nostra missione di tutela”, ha dichiarato Alberto Scuro, Presidente dell’ASI. Gli fa eco Roberto Giolito, Head of Stellantis Heritage, sottolineando come l’innesto di queste icone trasformi l’Heritage Hub in un polo museale di riferimento internazionale, capace di raccontare l’evoluzione tecnologica e stilistica dell’auto a 360 gradi.

Dalla Miura ai record elettrici: i protagonisti

Il percorso espositivo è un viaggio nel tempo. Gli appassionati possono ammirare da vicino pietre miliari come la Lamborghini Miura S, la Lancia Stratos (la “regina” dei rally dal design a cuneo) e la Ferrari 308 GT4, l’unica Rossa di serie nata dalla matita di Bertone.

Ma la collezione non guarda solo al passato. Ampio spazio è dedicato alla sperimentazione futuristica degli anni ’90 e 2000, con prototipi come la Z.E.R. (Zero Emission Record), che stabilì primati mondiali per i veicoli elettrici, e concept audaci come la Lamborghini Genesis, un monovolume con porte ad ali di gabbiano che anticipava le tendenze moderne.

XVII Coppa Milano-Sanremo: trionfo per Vesco e Bacci su Fiat 508S

Si è conclusa con il successo dell’equipaggio composto da Andrea Vesco e Romano Bacci la XVII Rievocazione Storica della Coppa Milano-Sanremo. Al volante della loro Fiat 508S del 1935, i vincitori hanno dominato le strade che collegano il capoluogo lombardo alla Riviera dei Fiori, confermandosi assoluti protagonisti del Campionato Italiano Grandi Eventi.

Un podio tutto “Made in Lingotto”

Il fascino delle auto d’epoca ha vissuto il suo momento di massima espressione con un podio interamente dominato dal marchio Fiat. Al secondo posto si sono classificati Gian Marco Fontanella e Giovanni Scarabelli, autori di una prova solida a bordo di una Fiat 514 S del 1930. A completare il trittico d’onore, i fratelli Francesco e Giuseppe Di Pietra, terzi su una Fiat 508C del 1938.

Eleganza e velocità: gli altri premi

Non solo regolarità storica, ma anche spazio al fascino e alle prestazioni moderne. La Coppa delle Dame è stata assegnata a Maria Ines Tajana e Laura Confalonieri, che hanno sfilato con eleganza su una splendida Alfa Romeo 1600 Spider del 1966.

Per quanto riguarda la categoria delle vetture moderne, il Trofeo Autodromo di Ospedaletti ha visto brillare Baggioli, primo classificato nella categoria dedicata alle auto contemporanee al volante di una Porsche 911 GT3.

Una tradizione che si rinnova

L’edizione 2026 della “Grand Dame” delle corse su strada ha confermato il prestigio internazionale di questo evento, capace di coniugare agonismo, cultura automobilistica e la valorizzazione dei paesaggi tra Lombardia, Piemonte e Liguria. La competizione, promossa da Automobile Club Milano e ACI Storico, si conferma un appuntamento imperdibile per appassionati e collezionisti di tutto il mondo.


In sintesi:

  • Vincitori Assoluti: Andrea Vesco – Romano Bacci (Fiat 508S, 1935)
  • Secondo Posto: Gian Marco Fontanella – Giovanni Scarabelli (Fiat 514 S, 1930)
  • Terzo Posto: Francesco Di Pietra – Giuseppe Di Pietra (Fiat 508C, 1938)
  • Coppa delle Dame: Tajana – Confalonieri (Alfa Romeo 1600 Spider, 1966)
  • Trofeo Moderno: Baggioli (Porsche 911 GT3)

Da Molsheim a Maranello: il filo rosso dell’eccellenza passa per Cernobbio

Il prestigioso palcoscenico di Cernobbio si prepara per una delle aste più attese dell’anno. Una Bugatti Type 43 e una Ferrari F40 sono le “testa di serie” di una selezione che promette di riscrivere le quotazioni del mercato 2026.

Mentre il Concorso d’Eleganza di Villa d’Este incanta per bellezza e storia, la casa d’aste Broad Arrow Auctions (gruppo Hagerty) si prepara a dare battaglia a colpi di martelletto. Il catalogo 2026 riflette una strategia chiara: puntare su pezzi dalla provenienza impeccabile e dal forte valore iconico, capaci di attrarre i grandi capitali internazionali.

La Sfida tra Epoche: 1929 vs 1992

Il cuore dell’asta è rappresentato da due monumenti dell’ingegneria che non potrebbero essere più diversi, ma che condividono lo status di “blue chip” del collezionismo:

  • Bugatti Type 43 Grand Sport (1929): Un capolavoro dell’era d’oro delle corse. Dotata dello stesso motore 8 cilindri sovralimentato della leggendaria Type 35B, questa vettura rappresenta l’essenza della velocità “stradale” degli anni ’20. La stima riflette la rarità estrema e l’eleganza di un modello che ha segnato la storia del marchio di Molsheim.

  • Ferrari F40 (1992): Il simbolo definitivo degli anni ’80 e ’90 continua a essere il termometro del mercato. L’esemplare in asta a Villa d’Este si distingue per un chilometraggio certificato e condizioni di conservazione che la pongono ai vertici della categoria “Supercar”.

Un Catalogo “Broad” di nome e di fatto

Oltre alle due protagoniste, Broad Arrow porta sul Lago di Como una selezione eterogenea che spazia dalle Granturismo anni ’50 alle Modern Classics più ricercate. L’obiettivo è intercettare sia il collezionista tradizionale, legato alle forme classiche italiane e inglesi, sia i nuovi High Net Worth Individuals che vedono nelle supercar analogiche degli anni ’90 un asset rifugio sicuro.

Vicenza Classic Car Show 2026: Al via la terza edizione tra miti del passato e icone Youngtimer

Si aprono oggi i cancelli della Fiera di Vicenza per un weekend dedicato alla passione motoristica. Dai 60 anni della Lamborghini Miura ai raduni Youngclassic, ecco perché l’appuntamento berico è diventato un punto di riferimento nel calendario internazionale.

Il weekend del 27-29 marzo 2026 segna il ritorno del Vicenza Classic Car Show, un evento che ha saputo ritagliarsi uno spazio di rilievo grazie a una formula che unisce il collezionismo d’alto borgo a una visione moderna e dinamica dell’auto d’epoca.

Il Tempio del Toro: Celebrazione Miura

Il focus principale di questa edizione è il 60° anniversario della Lamborghini Miura. Nel Padiglione 7, il pubblico può ammirare una selezione curata dei modelli che hanno definito il concetto di supercar: dalla P400 alla P400S, fino alla definitiva SV. Un percorso espositivo che non celebra solo un’auto, ma il genio ingegneristico e il design che hanno cambiato per sempre il settore.

Non solo esposizione: I mercati e i ricambi

Oltre ai pezzi da museo, la fiera conferma la sua anima commerciale. I padiglioni 1, 4 e 6 ospitano un’ampia sezione dedicata alla compravendita, con commercianti da tutta Europa e un’area dedicata ai ricambi originali, un settore che sta vivendo una crescita a doppia cifra grazie all’interesse dei nuovi collezionisti.

I momenti chiave del weekend:

  • Venerdì 27 marzo (Oggi): Apertura ufficiale e primi Talk con esperti del settore sui trend del mercato 2026.

  • Sabato 28 marzo: Il grande raduno Youngclassic e la sfilata delle icone anni ’80 e ’90 nel cuore della fiera.

  • Domenica 29 marzo: Premiazioni dei club e focus sul restauro conservativo.

 

Il grande ritorno: Padova riaccende i motori con “Only Classics” nel 2027

Dopo il trasferimento di Auto e Moto d’Epoca a Bologna, la città veneta non resta a guardare. Dal 26 al 28 febbraio 2027 debutta un nuovo salone internazionale dedicato esclusivamente alle “vere” veterane: ecco cosa sappiamo del progetto Padova Only Classics.

Padova e le auto d’epoca: un legame che sembrava essersi spezzato con il trasloco della storica rassegna verso i padiglioni di Bologna, ma che è pronto a rigenerarsi. È stato ufficialmente annunciato il debutto di Padova Only Classics – Fiera delle eccellenze motoristiche 1886-1977, un nuovo appuntamento che punta a riportare la città del Santo al centro del motorismo storico internazionale.

Un format selettivo: niente Youngtimer

La vera novità non è solo il ritorno in fiera, ma la filosofia dell’evento. Mentre i grandi saloni europei stanno aprendo sempre di più alle youngtimer (le auto degli anni ’80, ’90 e 2000) per intercettare i nuovi collezionisti, Padova Only Classics sceglie la strada della purezza.

Il criterio di ammissione sarà rigorosissimo: saranno ammessi esclusivamente veicoli (auto e moto) con almeno 50 anni di vita. Il perimetro temporale è già tracciato: dalle origini del motorismo nel 1886 fino al limite invalicabile del 1977. Niente supercar moderne o “istant classic”, ma solo il cuore pulsante della storia automobilistica.

Qualità oltre la quantità

L’obiettivo dichiarato dagli organizzatori di Intermeeting (la stessa squadra guidata da Mario Carlo Baccaglini che ha reso grande Padova nei decenni passati) è quello di offrire una vetrina a quei modelli che oggi faticano a trovare spazio nelle fiere generaliste.

“Vogliamo valorizzare le eccellenze che hanno costruito la cultura del motore” – spiegano gli organizzatori. Non sarà dunque una “guerra” con Bologna, bensì un evento complementare, più intimo e focalizzato sull’altissimo collezionismo, capace di attirare esperti e appassionati da tutta Europa grazie anche al supporto della FIVA (Fédération Internationale des Véhicules Anciens).

Le date da segnare in rosso

Il debutto è fissato per il weekend dal 26 al 28 febbraio 2027. La scelta del periodo invernale non è casuale: punta a posizionarsi strategicamente nel calendario internazionale, offrendo un’occasione di incontro per il mercato europeo all’inizio della stagione.

Per Padova si tratta di una “ferita che si rimargina”, come dichiarato dalle istituzioni locali, ma anche di una scommessa economica importante. La città si prepara ad accogliere un pubblico “alto-spendente” e collezionisti pronti a riscoprire il fascino di un quartiere fieristico che per quarant’anni è stato la capitale del settore.

Anantara Concorso Roma 2026: presentata l’edizione inaugurale nella Capitale

Roma si prepara ad accogliere uno degli appuntamenti più esclusivi del panorama internazionale dedicato alle auto da collezione. È stata infatti presentata ufficialmente l’edizione 2026 di Anantara Concorso Roma, il nuovo concorso d’eleganza che andrà in scena dal 16 al 19 aprile 2026 nel cuore della Capitale. L’evento, dopo il rinvio della precedente edizione, si annuncia ancora più ambizioso e spettacolare, con un format ampliato e una partecipazione di livello internazionale.

L’obiettivo della manifestazione è celebrare il meglio dell’automobilismo italiano attraverso una selezione esclusiva di vetture storiche e iconiche, provenienti da collezioni di grande prestigio. Il concorso sarà riservato alle Automobili Italiane, con esemplari che attraversano epoche e stili diversi, dagli albori della produzione motoristica fino alle più affascinanti supercar del recente passato.

Per il debutto romano, gli organizzatori hanno previsto un’importante estensione delle aree espositive. Accanto alla tradizionale cornice della Casina Valadier, le vetture saranno protagoniste anche in piazza Bucarest, nei giardini di Villa Borghese, offrendo al pubblico un palcoscenico ancora più scenografico e centrale. La cerimonia di premiazione, con l’assegnazione dei riconoscimenti di classe e del prestigioso Best of Show, è prevista per domenica 19 aprile.

Grande attesa anche per alcune delle auto già annunciate, che anticipano il livello qualitativo della rassegna. Tra i modelli confermati figurano autentici gioielli della storia italiana, come la Fiat 12/16 HP Tonneau del 1902, la Lancia Astura 4 Serie Tipo 41 Cabriolet del 1938, la Cisitalia 202 SC Gran Sport Cabriolet del 1951, l’Alfa Romeo 1900 Zagato del 1956 e la leggendaria Ferrari 275P del 1963. Nelle ultime settimane è stata inoltre confermata la presenza di vetture di assoluto richiamo, tra cui tre Ferrari vincitrici alla 24 Ore di Le Mans e la straordinaria Alfa Romeo 8C 2900B del 1938.

L’evento sarà ospitato da Anantara Palazzo Naiadi Rome, struttura simbolo dell’hôtellerie di lusso capitolina, e punterà a fondere cultura automobilistica, ospitalità, lifestyle e tradizione italiana in un’esperienza pensata non solo per i collezionisti, ma anche per appassionati e visitatori. A supportare la manifestazione ci sarà ancora UBS in qualità di presenting partner.

Con il suo debutto, Anantara Concorso Roma si candida a diventare uno degli eventi di riferimento del calendario internazionale dei concorsi d’eleganza, portando nel cuore di Roma un concentrato di design, storia e passione motoristica in perfetto stile “Dolce Vita”.

Coppa delle Alpi 2026: Aliverti e Carrara conquistano la St. Moritz Edition su Fiat 508 C

Si chiude nel segno della regolarità e della tradizione la Coppa delle Alpi St. Moritz Edition 2026, che ha premiato al termine di tre intense giornate di gara l’equipaggio formato da Alberto Aliverti e Sergio Carrara, vincitori al volante di una Fiat 508 C del 1937.

La classica invernale dedicata alle auto storiche, andata in scena dal 12 al 15 marzo, ha messo alla prova i partecipanti lungo un percorso di circa 630 chilometri tra scenari alpini di grande fascino, alternando precisione, concentrazione e capacità di adattamento alle condizioni meteo. A fare la differenza è stata la regolarità dell’equipaggio numero 2, capace di costruire il successo con una progressione costante fino all’affondo decisivo nella tappa conclusiva.

Rimonta vincente nel finale

Dopo una prima giornata chiusa in quarta posizione, Aliverti e Carrara sono riusciti a risalire la classifica fino al terzo posto al termine della seconda tappa, completando poi la rimonta nell’ultimo atto della manifestazione. Un risultato che conferma l’esperienza e la solidità di un equipaggio tra i più attesi alla vigilia. Per Aliverti, inoltre, si tratta di un’ulteriore conferma dopo il successo ottenuto nella precedente edizione della competizione invernale.

Il podio finale

Alle spalle dei vincitori hanno chiuso Francesco e Giuseppe Di Pietra, anch’essi su Fiat 508 C, ma in versione 1938, protagonisti di una gara di alto livello dopo aver guidato la classifica sin dalla prima giornata. Completa il podio l’equipaggio composto da Gianmario Fontanella e Anna Maria Covelli, terzi con una Fiat 514 S del 1930, vettura con cui hanno conquistato anche il Trofeo St. Moritz.

Un percorso tecnico tra Italia e Svizzera

L’edizione 2026 ha proposto un tracciato selettivo e spettacolare, articolato tra Italia e Svizzera, con 80 prove cronometrate, 6 prove di media, 10 controlli orari e 7 controlli timbro. Un format che ha saputo unire la componente sportiva alla bellezza dei paesaggi alpini, in un contesto reso ancora più suggestivo da condizioni atmosferiche mutevoli: dal sole quasi primaverile delle prime fasi fino al ritorno della neve e delle temperature pienamente invernali.

Premiazioni e sguardo alla 1000 Miglia 2027

A chiudere la manifestazione è stata la tradizionale cena di gala con le premiazioni finali, durante la quale sono state assegnate anche otto garanzie di accettazione alla 1000 Miglia 2027, edizione particolarmente attesa perché celebrerà il centenario della Freccia Rossa. I riconoscimenti sono stati riservati ai vincitori assoluti, ai migliori di categoria e agli equipaggi più performanti nelle prove di media.

Con questa edizione, la Coppa delle Alpi conferma ancora una volta il proprio ruolo di appuntamento di riferimento nel panorama della regolarità storica internazionale, capace di unire sport, eleganza e fascino d’alta quota in un format sempre più apprezzato dagli appassionati.

The Amelia 2026: trionfo per Duesenberg e McLaren con un’asta da record per la Miura

L’edizione 2026 di The Amelia si è conclusa confermandosi come l’ombelico del mondo per il collezionismo d’alto livello. Tra parate di rarità meccaniche e colpi di martelletto milionari, l’evento ha celebrato il perfetto connubio tra il fascino del passato e il dinamismo del mercato attuale.

I “Best of Show”: Due Anime Vincitrici

Il prestigioso prato del Golf Club di Amelia Island ha incoronato due regine profondamente diverse, incarnando le due facce della passione automobilistica: l’eleganza classica e il furore delle corse.

  • Concours d’Elegance: Il premio più ambìto è andato a una splendida Duesenberg Model J “Tapertail” Speedster del 1931 carrozzata Weymann. Un capolavoro di ingegneria americana degli anni d’oro, capace di incantare i giudici per la sua linea senza tempo e il restauro impeccabile.
  • Concours de Sport: Sul fronte prestazionale, a trionfare è stata la McLaren M8B del 1969. Questa leggenda delle serie Can-Am (portata in trionfo all’epoca da Bruce McLaren e Denny Hulme) ha dominato la scena, celebrando la potenza pura e l’innovazione aerodinamica degli anni ’60.

Aste Broad Arrow: Un Sabato da 107 Milioni di Dollari

Se sul prato si ammirava l’estetica, nella sala del Ritz-Carlton si scriveva la storia del mercato. L’asta ufficiale di Broad Arrow ha chiuso con un totale mozzafiato che ha superato i 107 milioni di dollari.

Il vero terremoto collezionistico è stato causato da una Lamborghini Miura P400 SV del 1972. Conservata in condizioni incredibilmente originali da un unico proprietario per oltre mezzo secolo, la vettura è stata battuta per 6.605.000 dollari. Questo risultato non solo ha polverizzato le stime iniziali, ma ha stabilito il nuovo record mondiale per una Miura venduta all’asta, superando il precedente primato di oltre 1,7 milioni.

Non solo Miura: i Nuovi Record

Il mercato delle “Modern Classics” e delle supercar rare ha mostrato una forza incredibile. Tra i risultati più significativi della kermesse:

  • Porsche Carrera GT: Un esemplare in colore Paint-to-Sample ha raddoppiato il record precedente del modello, fermando il cronometro del banditore a 6.715.000 dollari.
  • Ferrari Monza SP2: La prima mai offerta in un’asta pubblica in Nord America ha raggiunto i 4.955.000 dollari.
  • Porsche 959 Sport: Venduta per 5.505.000 dollari, segnando un nuovo punto di riferimento per la prima vera supercar della casa di Stoccarda.

L’Omaggio a Dario Franchitti

L’evento ha inoltre reso omaggio alla leggenda delle corse Dario Franchitti, Honoree del 2026. Il plurivincitore della 500 Miglia di Indianapolis ha partecipato attivamente alle celebrazioni, circondato da una selezione delle vetture che hanno segnato la sua straordinaria carriera.

Con 275 vetture partecipanti e un pubblico record, The Amelia 2026 ha dimostrato che, nonostante le fluttuazioni economiche globali, l’auto d’epoca e da collezione rimane un asset d’investimento e una passione culturale più viva che mai.

Lamborghini Miura: Il Big Bang delle Supercar

Esistono auto che corrono veloci e auto che cambiano il corso della storia. La Lamborghini Miura appartiene, senza ombra di dubbio, alla seconda categoria. Prima della sua apparizione, il concetto di “supercar” era una nebulosa ancora informe; dopo di lei, nulla sarebbe stato più lo stesso.

Ripercorriamo l’epopea della vettura che ha trasformato un produttore di trattori nel mito che oggi tutto il mondo ammira.

Un Progetto “Fuorilegge”

Tutto ebbe inizio quasi in segreto. Mentre Ferruccio Lamborghini era concentrato sulla creazione di eleganti Gran Turismo confortevoli e silenziose per sfidare Ferrari sul terreno del lusso, un gruppo di giovani ingegneri ribelli – Gian Paolo Dallara, Paolo Stanzani e Bob Wallace – sognava qualcosa di più estremo.

Lavorando oltre l’orario d’ufficio, diedero vita al progetto P400. L’idea era rivoluzionaria: portare lo schema tecnico delle auto da corsa (motore centrale) su una vettura stradale. Quando presentarono il nudo telaio al Salone di Torino del 1965, il mondo rimase a bocca aperta, convinto che fosse il prototipo di una vettura da competizione.

Il Genio di Gandini e il Debutto a Ginevra

Se la meccanica era un capolavoro di ingegneria, il “vestito” doveva essere all’altezza. Ferruccio si affidò alla carrozzeria Bertone, dove un giovanissimo Marcello Gandini (allora appena venticinquenne) disegnò linee sinuose, basse e aggressive, impreziosite dalle iconiche “ciglia” attorno ai fari anteriori.

Il debutto ufficiale avvenne al Salone di Ginevra del 1966. Il nome scelto, Miura, in onore della leggendaria stirpe di tori da combattimento di Don Eduardo Miura, sancì l’inizio di una tradizione che dura ancora oggi. Il successo fu istantaneo e travolgente: la Miura era l’auto più veloce, bella e desiderata del pianeta.

Tecnica e Potenza: Il Cuore V12

Sotto il cofano posteriore batteva il leggendario V12 da 3,9 litri progettato da Giotto Bizzarrini, montato in posizione trasversale per ottimizzare gli spazi. Con una potenza che andava dai 350 CV della prima P400 ai 385 CV della leggendaria versione SV (Super Veloce), la Miura poteva superare i 280 km/h, una velocità sbalorditiva per l’epoca.

Un’Icona Pop e lo Status Symbol

Non passò molto tempo prima che la Miura diventasse l’oggetto del desiderio del jet-set internazionale. Da Frank Sinatra (che dichiarò: “Se vuoi essere qualcuno compri una Ferrari, se sei già qualcuno compri una Lamborghini”) allo Scià di Persia, passando per icone della musica come Miles Davis e Rod Stewart, la Miura era il simbolo definitivo del successo e della trasgressione.

La sua consacrazione cinematografica arrivò con la celebre sequenza d’apertura di The Italian Job (1969), dove una Miura arancione percorre le curve del Gran San Bernardo sulle note di “On Days Like These”, un’immagine che rimane impressa nella memoria di ogni appassionato.

L’Eredità della Miura

Prodotta in soli 763 esemplari fino al 1973, la Miura non è stata solo una macchina, ma un punto di rottura. Ha definito il DNA di ogni Lamborghini a venire – dalla Countach alla Aventador – e ha stabilito le regole del gioco per ogni supercar moderna.

Oggi, ammirare una Miura significa contemplare un’opera d’arte in movimento, la testimonianza di un’epoca in cui il coraggio di osare e la bellezza pura contavano più di qualsiasi test nella galleria del vento. La Miura non è solo l’alba delle supercar: è il loro sole più splendente.