La Leggenda di Bassano 2026 incorona Perbellini e Maccari

Si è conclusa a Bassano del Grappa l’edizione 2026 de La Leggenda di Bassano – Trofeo Giannino Marzotto, appuntamento dedicato alle auto storiche inserito come nona tappa del Circuito Tricolore ASI.

Dopo quattro giornate tra paesaggi, strade panoramiche e alcune delle località più suggestive del Veneto e del Trentino-Alto Adige, la manifestazione ha celebrato i suoi vincitori nel cuore della città veneta.

A conquistare la classifica assoluta è stato l’equipaggio formato da Perbellini e Maccari, al volante di una Jaguar Biondetti del 1950. Alle loro spalle si sono classificati Pastore e Marino su Fiat 508 S del 1935, mentre il terzo posto è andato a Ehlen e Koppel su Porsche 356 Speedster del 1956.

Da Bolzano all’arrivo di Bassano del Grappa

L’ultima giornata ha preso il via da piazza Walther, a Bolzano, con gli equipaggi diretti verso l’Altopiano di Vezzena.

Il percorso ha attraversato la Strada del Vino e raggiunto Asiago, dove numerosi appassionati hanno accolto il passaggio delle vetture. Il convoglio ha quindi proseguito fino a Bassano del Grappa, sede dell’arrivo conclusivo.

Piazza Libertà ha fatto da cornice all’ingresso delle auto storiche, accolte da un pubblico numeroso. Le vetture sono rimaste successivamente esposte nel centro cittadino, offrendo ad appassionati e visitatori la possibilità di osservare da vicino i modelli protagonisti dell’edizione.

Le premiazioni al Museo Civico

La cerimonia conclusiva si è svolta nel Chiostro del Museo Civico di Bassano del Grappa.

Oltre alla vittoria assoluta di Perbellini e Maccari, la categoria VIP è stata conquistata dall’equipaggio Polacco-Chemello su Mercedes-Benz 190 SL del 1959.

Il prestigioso Trofeo Giannino Marzotto è stato invece assegnato alla Ferrari 250 TRI 59/60 di Alan Cosby, una delle vetture più rappresentative presenti alla manifestazione.

Il Trofeo Maria Teresa De Filippis, riservato al miglior equipaggio femminile, è andato a Chiminelli-Chiminelli su DAX Tojeiro Cobra 427 del 1978.

Tutti gli altri riconoscimenti

Nel corso della cerimonia sono stati assegnati anche numerosi premi speciali.

Il Trofeo Ca’ Apollonio è stato conquistato da Moroni e Filatondi su Maserati 200 SI del 1957, mentre il Trofeo Pakelo è andato a Rossetti e Perdicchia su Maserati A6 GCS del 1954.

La Scuderia Musical Watch Veteran Car Club si è aggiudicata il Trofeo Scuderie. Il Trofeo Rossi Gomme è stato invece assegnato a Brunori e Arcangeli, protagonisti a bordo di una Siata Daina del 1952.

Le celebrazioni si sono concluse a Villa Caffo Navarrini, a Rossano Veneto, dove organizzatori, partecipanti e partner si sono dati appuntamento all’edizione 2027.

La Leggenda di Bassano ha così confermato ancora una volta la propria capacità di unire il fascino delle auto storiche alla scoperta del territorio, trasformando la manifestazione in un incontro tra cultura automobilistica, turismo e convivialità.

 
 

Monterey Car Week, RM Sotheby’s porta all’asta le regine del collezionismo mondiale

Dal 13 al 15 agosto 2026, alcune delle automobili più rare e desiderate al mondo passeranno sotto il martello di RM Sotheby’s. L’appuntamento è in California, durante la Monterey Car Week, uno degli eventi di riferimento per il collezionismo automobilistico internazionale.

Il catalogo della vendita attraversa oltre un secolo di storia dell’automobile: dalle prime vetture del Novecento alle grandi granturismo italiane, passando per eleganti carrozzerie d’anteguerra, modelli da competizione e sportive entrate definitivamente nell’immaginario collettivo.

A guidare la selezione è una Aston Martin DB4 GT Zagato del 1962, valutata tra 12 e 15 milioni di dollari. Costruita in appena 19 esemplari, la vettura conserva il motore matching numbers e può vantare un passato agonistico in Australia, oltre a diversi riconoscimenti conquistati nei più prestigiosi concorsi d’eleganza.

Tra le protagoniste più attese figura anche una Talbot-Lago T150-C SS Teardrop Coupé del 1938, con carrozzeria firmata Figoni et Falaschi. Considerata una delle massime espressioni dello stile aerodinamico francese dell’anteguerra, presenta una stima compresa tra 7 e 8 milioni di dollari.

Ferrari protagonista con tre modelli

La produzione di Maranello sarà rappresentata da tre vetture profondamente diverse per epoca e destinazione d’uso.

La Ferrari 275 GTB Alloy by Scaglietti del 1966, stimata tra 2,5 e 3 milioni di dollari, è una delle più raffinate interpretazioni della granturismo italiana degli anni Sessanta.

Dalle competizioni endurance arriva invece una Ferrari 512 BB/LM del 1979, proposta con una valutazione compresa tra 2 e 3,5 milioni. Completa il trio una Dino 246 GTS del 1972, il cui valore è stimato tra 450.000 e 550.000 dollari.

Le grandi firme italiane

Accanto alle Ferrari, il catalogo ospita altre importanti espressioni della scuola automobilistica italiana.

Tra queste figura una Lancia Aurelia B24S Convertible by Pinin Farina del 1958, stimata tra 225.000 e 300.000 dollari. Un modello capace di unire l’eleganza della carrozzeria aperta alle soluzioni tecniche avanzate che resero l’Aurelia una delle automobili più innovative del suo tempo.

Di particolare interesse anche la Fiat 8V Coupé by Vignale del 1953, rara interpretazione della celebre “Otto Vu”, con una valutazione compresa tra 750.000 dollari e un milione.

Non manca una Lamborghini Miura P400 del 1967, una delle vetture che contribuirono a definire il concetto moderno di supercar. Disegnata da Bertone e caratterizzata dal motore V12 in posizione centrale, è stimata tra 1,9 e 2,8 milioni.

Da Porsche alle grandi Mercedes

Tra le sportive tedesche sarà proposta una Porsche 911 Coupé del 1966, appartenente alle prime serie del modello destinato a diventare uno dei riferimenti assoluti della storia dell’automobile. La stima è compresa tra 250.000 e 300.000 dollari.

Più elevata la valutazione della Mercedes-Benz 300 SL Gullwing del 1955, una delle vetture più riconoscibili e ricercate del dopoguerra, attesa tra 1,8 e 2,2 milioni.

La Casa della Stella sarà rappresentata anche da una rarissima Mercedes Simplex 40 HP Rear-Entrance Tonneau del 1904. Testimonianza degli anni pionieristici dell’automobile, potrebbe raggiungere una cifra compresa tra 5 e 6 milioni.

Bugatti, Duesenberg e Corvette

Tra i lotti più prestigiosi compare inoltre una Bugatti Type 57SC Atalante del 1937, valutata tra 4,5 e 6 milioni. Il modello è considerato una delle massime espressioni della produzione Bugatti degli anni Trenta e una delle vetture più ambite dai grandi collezionisti.

Dagli Stati Uniti arriva invece una Duesenberg Model JN Convertible Coupé del 1935, proposta con una stima compresa tra 5,75 e 8 milioni.

Il legame con il mondo delle competizioni sarà rappresentato anche da una Chevrolet Corvette L88 Red/Nart del 1968, protagonista alla 24 Ore di Le Mans e valutata tra 900.000 dollari e 1,1 milioni.

 

Svelato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy il francobollo commemorativo per i 60 anni ASI

A Palazzo Piacentini presentata l’emissione dedicata all’Automotoclub Storico Italiano, inserita nella serie “Le eccellenze del patrimonio culturale italiano”

Il Salone degli Arazzi di Palazzo Piacentini, a Roma, sede del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, ha ospitato la presentazione ufficiale del francobollo ordinario dedicato al 60° anniversario dell’ASI – Automotoclub Storico Italiano.

L’emissione, appartenente alla serie tematica “Le eccellenze del patrimonio culturale italiano”, celebra un traguardo significativo per l’ente che da sei decenni tutela, promuove e valorizza il motorismo storico nel nostro Paese.

Alla cerimonia hanno preso parte Fausta Bergamotto, Sottosegretario di Stato con delega alla filatelia, Alberto Scuro, Presidente ASI, Fabio Gregori, Presidente della Giunta d’Arte della Commissione Filatelica, Luca Sciascia, Responsabile Prodotti Valori e Zecca dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, e Giovanni Machetti, Responsabile Filatelia di Poste Italiane.

L’opera grafica del francobollo esalta il dinamismo dei veicoli storici attraverso un linguaggio visivo che richiama il Futurismo, movimento artistico di inizio Novecento che pose al centro della propria visione la macchina, il movimento e la velocità come simboli del progresso e dell’ingegno umano.

Un accostamento non casuale, pensato per sottolineare il legame profondo tra motorismo storico e cultura, tra il mondo dei motori e lo sviluppo della società, tra la bellezza dei veicoli e la creatività tecnica che ha accompagnato l’evoluzione della mobilità. Il richiamo alla tradizione italiana intende inoltre valorizzare il ruolo del nostro Paese come una delle culle della motorizzazione mondiale.

I tratti dinamici dell’immagine trasmettono anche l’idea di un motorismo storico non rivolto soltanto alla memoria, ma capace di guardare al futuro, continuando a esprimere curiosità, passione e desiderio di scoprire nuovi orizzonti.

L’emissione del francobollo rientra tra le numerose iniziative promosse dall’Automotoclub Storico Italiano per celebrare il proprio 60° anniversario e condividere questo importante traguardo con appassionati, club e comunità in tutta Italia.

Il messaggio è chiaro: il motorismo storico rappresenta una risorsa per il Paese e per la società. Il racconto dell’evoluzione della locomozione appartiene infatti alla cultura globale, avendo contribuito in modo determinante allo sviluppo dell’umanità negli ultimi 150 anni.

“Un francobollo commemorativo”, ha sottolineato Alberto Scuro, Presidente ASI, “è molto più di un semplice pezzetto di carta per affrancare la posta: è una vera e propria capsula del tempo in miniatura. È custode della memoria, ambasciatore di cultura. Ed è anche un’opera d’arte. È un simbolo di ciò che merita essere ricordato e tramandato. Per i collezionisti filatelici, ogni francobollo commemorativo è un frammento di storia da conservare, un piccolo monumento grafico che trasforma la posta quotidiana in un veicolo di cultura, capace di raccontare l’identità e i valori del Paese al resto del mondo”.

“Il riconoscimento oggi all’Automotoclub Storico Italiano”, ha dichiarato il Sottosegretario Fausta Bergamotto, “rappresenta un omaggio sentito a un ente che contribuisce alla valorizzazione di uno dei settori più dinamici del nostro Paese. Un patrimonio unico che si inserisce come eccellenza del Made in Italy, simbolo di stile, qualità e unicità. I veicoli storici attraversano la storia del Novecento con prodotti dal design definito e dalle prestazioni consolidate, che si sono evolute nel tempo ma continuano a mantenere viva e a trasmettere alle nuove generazioni l’immagine dell’ingegno italiano nel mondo”.

Con questa emissione filatelica, l’ASI celebra dunque sessant’anni di attività, confermando il proprio ruolo nella tutela di un patrimonio tecnico, culturale e sociale che continua a raccontare la storia dell’Italia attraverso i suoi veicoli storici.

Torino celebra i 90 anni della Fiat Topolino

Oltre 130 equipaggi da dieci Paesi hanno preso parte al raduno internazionale dedicato alla prima Fiat 500, simbolo della motorizzazione popolare italiana

Torino ha celebrato i 90 anni della Fiat Topolino con quattro giornate dedicate alla storia, alla cultura e alla passione per una delle vetture più amate dell’automobilismo italiano. Da giovedì 11 a domenica 14 giugno, 132 equipaggi provenienti da dieci Paesi europei ed extraeuropei hanno animato “La Topolino va ai 90”, raduno internazionale dedicato alla prima Fiat 500, presentata ufficialmente il 15 giugno 1936 e prodotta fino al 18 gennaio 1955.

Come accade dal 2006, ogni dieci anni è Torino a ospitare gli anniversari più importanti della Topolino, rendendo omaggio al profondo legame tra la piccola utilitaria e la città che ne ha visto nascere la storia. L’evento è stato organizzato dal Topolino Autoclub Italia e dal Club Topolino Fiat Torino, con il supporto dell’Automotoclub Storico Italiano, della Città Metropolitana di Torino e della Federazione Europea Fiat Topolino Clubs.

Il programma ha offerto agli equipaggi un’autentica immersione nella storia e nel patrimonio artistico del territorio. La manifestazione si è aperta giovedì con la salita verso la Sacra di San Michele, uno dei luoghi simbolo del Piemonte. Venerdì, invece, i partecipanti hanno percorso un itinerario ad anello intorno a Torino: divisi in due gruppi, i “topolinisti” hanno seguito il perimetro urbano in senso orario e antiorario, raggiungendo Venaria Reale e Superga.

Sabato le vetture hanno sostato in piazza Vittorio Veneto, trasformando uno degli spazi più iconici della città in una grande esposizione a cielo aperto. Gli equipaggi hanno poi visitato il centro cittadino e il Museo Egizio a bordo di un tram storico dell’Associazione Torinese Tram Storici, aggiungendo un ulteriore elemento di fascino al programma della giornata.

La serata di gala si è svolta all’Heritage Hub di Mirafiori, luogo simbolico per la storia dell’automobile torinese. All’evento hanno preso parte, tra gli altri, la Direttrice Generale del Comune di Torino Alessandra Cimadom, il Comandante della Polizia Stradale di Torino Franco Fabbri, il Consigliere Federale ASI Antonio Traversa e il coordinatore della Commissione ASI Lampeggiatori Blu Storici Francesco Falciola.

Il gran finale è andato in scena domenica al Castello di Rivoli, ultima tappa di un raduno che ha saputo unire memoria, convivialità e passione. Durante la manifestazione, la variopinta carovana delle Topolino è stata accompagnata dalla Polizia Locale di Torino e dalla Polizia Stradale, presente anche con una Fiat 1300 del 1964 arrivata appositamente dall’Autocentro di Firenze.

Nel corso della quattro giorni si è svolta anche l’assemblea della Federazione Europea Fiat Topolino Clubs, durante la quale è stato definito il calendario dei prossimi raduni internazionali, organizzati ogni anno in diversi Paesi europei. Nel 2027 sarà Rotterdam, in Olanda, a ospitare il prossimo appuntamento.

Il raduno torinese ha rappresentato anche un omaggio allo spirito internazionale della Topolino, autentica “world car” ante litteram. La piccola Fiat fu infatti prodotta anche all’estero: in Francia con il marchio Simca, in Germania come NSU-Fiat e in Polonia, confermando una diffusione che andò ben oltre i confini italiani.

Per rivedere nuovamente tante Topolino riunite in Italia bisognerà attendere il 2036, anno in cui la madre di tutte le utilitarie italiane celebrerà il suo centenario. Un traguardo che confermerà ancora una volta il ruolo della Topolino come simbolo senza tempo della mobilità popolare e della storia industriale italiana.

 

La 1000 Miglia 2026 è pronta a ripartire: la Freccia Rossa torna sulle strade d’Italia

A pochi giorni dal via ufficiale, la 1000 Miglia 2026 si prepara a rinnovare il suo fascino senza tempo. La quarantaquattresima rievocazione della “corsa più bella del mondo” è stata presentata venerdì 29 maggio nel Salone Vanvitelliano di Palazzo Loggia, a Brescia, città simbolo della Freccia Rossa e punto di partenza e arrivo della manifestazione.

L’edizione 2026 assumerà un valore particolarmente significativo: sarà infatti l’ultimo grande appuntamento prima dello storico centenario del 2027. Per l’occasione, la 1000 Miglia tornerà a proporre il celebre percorso “a otto”, ispirato al tracciato delle prime edizioni della gara di velocità, abbracciando idealmente l’Italia attraverso luoghi, territori e scenari che raccontano la storia e l’identità del Paese.

Il convoglio prenderà il via da Brescia martedì 9 giugno e affronterà un itinerario di quasi 2.000 chilometri, articolato in cinque giornate. Dopo la partenza da viale Venezia, gli equipaggi attraverseranno la Lombardia e il Veneto fino a Padova, per poi proseguire, nella seconda tappa, verso Ferrara, Modena, Reggio Emilia e Montecatini Terme, passando dal Passo dell’Abetone.

La terza giornata porterà le vetture nel cuore della Toscana, con passaggi a Lucca, Pietrasanta, Pisa, Pontedera, Siena e nella suggestiva Val d’Orcia, prima dell’arrivo a Roma. Da qui inizierà la risalita verso nord: venerdì 12 giugno la carovana toccherà Terni, Foligno, Assisi, Gualdo Tadino, Gubbio, la Gola del Furlo e San Marino, con arrivo di tappa a Rimini. Sabato 13 giugno, dopo i passaggi a Cervia, Ferrara e Mantova, la corsa farà ritorno a Brescia per il tradizionale arrivo finale.

Sul piano sportivo, la 1000 Miglia 2026 si annuncia particolarmente impegnativa. Gli equipaggi provenienti da 33 Paesi saranno chiamati ad affrontare 144 Prove Cronometrate e 8 Prove di Media, in un equilibrio costante tra precisione, concentrazione e capacità di gestione lungo l’intero percorso.

Come da tradizione, la manifestazione sarà anche un autentico museo viaggiante. Tra le vetture al via spiccheranno numerose Alfa Romeo sportive anteguerra, Ferrari da competizione, Jaguar C-Type, Maserati A6 GCS e ben 79 automobili “Participant”, ovvero esemplari che presero parte alla 1000 Miglia di velocità tra il 1927 e il 1957. Un patrimonio tecnico, storico e culturale unico, capace di trasformare ogni tappa in una celebrazione del motorismo internazionale.

Brescia vivrà l’attesa della partenza con un ricco programma di appuntamenti. Le verifiche tecniche e sportive prenderanno il via domenica 7 giugno al Brixia Forum, mentre piazza Vittoria ospiterà il Villaggio 1000 Miglia, con eventi, incontri e momenti istituzionali. Lunedì 8 giugno sarà dedicato alla Santa Messa in Cattedrale, alla punzonatura delle vetture e al 1000 Miglia Talk, prima della partenza ufficiale prevista per martedì 9 giugno alle 11:30.

La 1000 Miglia si conferma così molto più di una competizione: è un rito collettivo, un ponte tra memoria e futuro, una celebrazione dell’eccellenza italiana che unisce sport, cultura, territorio e passione. Con lo sguardo già rivolto al centenario, la Freccia Rossa è pronta a scrivere un nuovo capitolo della propria leggenda.