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Monza Revival 2026, le leggende del motorsport tornano al Tempio della Velocità

Formula 1 storiche, prototipi, vetture endurance, Gruppo C, GT e Turismo hanno animato la prima edizione del Monza Revival. Il 25 e 26 luglio, oltre 250 automobili da competizione hanno attraversato più di mezzo secolo di storia del motorsport sul tracciato brianzolo.

L’Autodromo Nazionale Monza è tornato a essere il palcoscenico delle grandi competizioni storiche con la prima edizione del Monza Revival, andata in scena sabato 25 e domenica 26 luglio 2026.

Organizzata da Masters Historic Racing, la manifestazione ha riportato nel Tempio della Velocità oltre 250 vetture da corsa, riunendo monoposto, prototipi, GT e Turismo appartenenti a epoche profondamente differenti. Per Masters si è trattato anche del ritorno a Monza dopo l’ultima presenza del 2019.

Non una semplice esposizione, ma un vero museo dinamico nel quale le automobili sono tornate a esprimersi nel loro ambiente naturale: la pista.

Le Formula 1 storiche tornano a Monza

Tra le protagoniste più attese del weekend non potevano mancare le vetture della Masters Racing Legends, categoria riservata alle monoposto di Formula 1 costruite tra il 1966 e il 1985.

Un periodo che comprende l’epoca del leggendario motore Ford Cosworth DFV V8, capace di dominare la massima serie per oltre un decennio, e l’inizio dell’era dei propulsori turbo.

Rivedere queste monoposto affrontare i lunghi rettilinei, le varianti, le curve di Lesmo e la Parabolica ha permesso al pubblico di riscoprire forme, livree e sonorità appartenenti a una Formula 1 profondamente diversa da quella contemporanea.

Accanto alle gare, le sessioni dimostrative delle Masters Demo Legends hanno portato in pista anche monoposto costruite tra il 1986 e il 2010, ampliando ulteriormente il viaggio attraverso la storia della massima categoria automobilistica.

Dai prototipi storici alle moderne vetture endurance

Il programma del Monza Revival ha raccontato anche l’evoluzione delle competizioni di durata.

Le Masters Sports Car Legends hanno riportato in azione GT e prototipi protagonisti delle grandi gare endurance tra il 1962 e il 1976, un’epoca caratterizzata da automobili essenziali, leggere e potenti.

Le Masters Group C hanno invece celebrato una delle stagioni più spettacolari della storia delle competizioni per prototipi. Le vetture costruite tra il 1982 e il 1993, molte delle quali ancora caratterizzate dalle livree originali, hanno fatto rivivere gli anni delle velocità estreme e delle grandi sfide internazionali.

Il racconto è proseguito con le Masters Endurance Legends 1, dedicate alle automobili costruite tra il 1995 e il 2016, e con le Masters Endurance Legends 2, riservate a LMP3, GT3, GT4 e vetture derivate dalle competizioni più recenti.

Categorie differenti che hanno permesso di osservare da vicino l’evoluzione dell’aerodinamica, dei motori, dell’elettronica e delle prestazioni nel corso degli ultimi decenni.

GT e Turismo protagoniste

A completare il programma sono state le automobili delle Masters Gentlemen Drivers e delle Pre-’66 Touring Cars.

Le prime hanno riunito GT, GTS e prototipi sportivi anteriori al 1966, mentre le seconde hanno riportato in pista le berline che animavano le competizioni Turismo negli anni Cinquanta e Sessanta.

Automobili nate spesso da modelli stradali, ma trasformate per affrontare la pista, capaci ancora oggi di offrire gare combattute e uno spettacolo profondamente legato alla tradizione del motorsport.

Nel corso delle due giornate si sono alternate prove libere, qualifiche, gare, sessioni di Time Attack e dimostrazioni dinamiche, offrendo al pubblico un programma continuo e particolarmente diversificato.

Un evento aperto agli appassionati

Per celebrare la prima edizione, l’accesso alle tribune disponibili dell’Autodromo è stato gratuito.

La manifestazione non si è limitata all’attività in pista. La Fanzone ha ospitato aree dedicate alle famiglie, intrattenimento, proposte food and beverage e un raduno di vetture storiche organizzato da MAMS – Monza Auto Moto Storiche.

Un’impostazione pensata per avvicinare anche il pubblico meno specializzato alla cultura dell’automobile da competizione, trasformando il weekend in un appuntamento capace di unire sport, storia e intrattenimento.

Il primo capitolo di un nuovo appuntamento

Il Monza Revival 2026 ha rappresentato il primo capitolo di una manifestazione nata con l’obiettivo di crescere e diventare un appuntamento stabile nel calendario internazionale delle competizioni storiche.

La varietà delle categorie ha permesso di attraversare oltre mezzo secolo di motorsport: dalle Formula 1 dell’era Cosworth ai prototipi Gruppo C, passando per le GT degli anni Sessanta e le più moderne vetture endurance.

Automobili appartenenti a generazioni differenti, riunite da un elemento comune: essere state progettate per correre.

Nel Tempio della Velocità, la storia non è rimasta ferma nei box. È tornata in pista, accompagnata dal rumore dei motori e dalla passione del pubblico.

 

 

 

BRDC Classic 2026, a Silverstone la storia del motorsport torna in pista

Oltre 300 vetture, 21 gare e un programma capace di attraversare quasi un secolo di competizioni. Dal 24 al 26 luglio, il circuito di Silverstone ha ospitato la prima edizione del BRDC Classic, riportando in pista monoposto di Formula 1, prototipi, vetture Sport, GT e Turismo.

Il rombo delle automobili che hanno scritto alcune delle pagine più affascinanti del motorsport è tornato a risuonare sul tracciato di Silverstone.

Il BRDC Classic 2026, organizzato con il coinvolgimento del British Racing Drivers’ Club, ha riunito oltre 300 vetture da competizione in un fine settimana caratterizzato da 21 gare e da un programma capace di raccontare l’evoluzione dell’automobilismo sportivo, dalle vetture degli anni Venti fino alle più moderne GT3.

Una prima edizione sotto la nuova denominazione che ha raccolto l’eredità delle grandi manifestazioni storiche disputate a Silverstone, riportando al centro dell’evento l’azione in pista e il valore sportivo delle automobili protagoniste.

Il debutto delle GP Icons

Tra le novità più attese del weekend c’era il debutto delle GP Icons, categoria dedicata alle monoposto di Formula 1 con motore tre litri costruite tra il 1966 e il 1985.

Sedici vetture appartenenti a undici differenti marchi hanno riportato sul circuito inglese forme, colori e sonorità appartenenti a una delle epoche più affascinanti della massima serie automobilistica.

La prima gara nella storia della categoria è stata vinta da Lukas Halusa, al volante della Brabham BT49. Una vittoria particolarmente significativa per una monoposto che proprio a Silverstone, nel 1982, era arrivata vicina al successo senza riuscire a conquistarlo.

Keith Frieser domina tra le Endurance Icons

Grande interesse anche per le Endurance Icons, la nuova serie riservata alle vetture Sport e ai prototipi degli anni Duemila.

Audi R8, Bentley Speed 8, Cadillac Northstar, MG-Lola e numerose altre protagoniste delle competizioni di durata sono tornate a confrontarsi sul tracciato che ospita il Gran Premio di Gran Bretagna.

A dominare entrambe le gare è stato Keith Frieser, protagonista con la Zytek 09S. Nella prova del sabato ha preceduto l’Audi R8 di Niklas Halusa e la MG-Lola EX264 di Mike Newton, mentre domenica ha concluso davanti alla Bentley Speed 8 di Shaun Lynn e alla Cadillac Northstar di Maxwell Lynn.

Proprio Mike Newton è stato uno dei protagonisti più apprezzati del fine settimana. Il pilota britannico è tornato a gareggiare con la stessa MG-Lola utilizzata a Silverstone nel 2005 e nel 2007 nella Le Mans Series, riportandola sul podio a distanza di circa vent’anni.

Aston Martin protagonista tra le GT3

Il BRDC Classic ha ospitato anche l’ultimo appuntamento stagionale delle GT3 Legends, categoria dedicata alle Gran Turismo che hanno animato le principali competizioni internazionali negli ultimi decenni.

Nella prima gara Jonathan Mitchell ha conquistato la vittoria con l’Aston Martin V12 Vantage GT3, precedendo Graham Davidson e l’Audi R8 LMS Ultra di Danny Winstanley.

La seconda prova ha invece premiato Davidson, favorito dal ritiro di Mitchell dopo appena tre giri. Winstanley ha concluso nuovamente sul podio, questa volta in seconda posizione, davanti all’Aston Martin condivisa da Kyle Tilley e Christian Albrecht.

Cinquantadue vetture nella Pre-’66 GT Sprint

Uno degli schieramenti più numerosi dell’intero weekend è stato quello della Pre-’66 GT Sprint, che ha portato in pista ben 52 automobili.

A imporsi sono stati Andy Wolfe e Julian Thomas, al volante di una Shelby Daytona Cobra Coupé del 1965, al termine di una competizione caratterizzata da un confronto serrato tra alcune delle Gran Turismo più rappresentative degli anni Sessanta.

Tra i nomi illustri presenti a Silverstone anche quello di Sir Chris Hoy. Il sei volte campione olimpico di ciclismo ha ottenuto il secondo posto nella gara riservata alle Sport due litri, condividendo una Lola T292 del 1975 con Alex Brundle. Hoy ha poi partecipato anche alla gara delle Turismo Pre-’66 con una Ford Falcon.

Un viaggio attraverso quasi un secolo di competizioni

Accanto alle nuove GP Icons ed Endurance Icons, il programma ha compreso vetture Sport dell’anteguerra, monoposto di Formula Junior, Turismo storiche, prototipi degli anni Cinquanta e automobili appartenenti alle epoche più recenti delle competizioni GT.

Un insieme eterogeneo di categorie che ha permesso agli spettatori di osservare l’evoluzione della tecnica, delle prestazioni e del design delle vetture da corsa, mantenendo sempre centrale il confronto sportivo.

Il primo BRDC Classic si è così concluso con un bilancio positivo, confermando Silverstone come uno dei luoghi simbolo del motorismo internazionale e come scenario ideale per riportare in pista automobili nate per gareggiare.

Non una semplice esposizione, ma un fine settimana nel quale la storia è tornata a vivere alla velocità per cui era stata progettata.

 

 

Milano AutoClassica 2026 si amplia: quattro giorni di evento e una preview esclusiva

Milano AutoClassica torna dal 19 al 22 novembre 2026 negli spazi di Fiera Milano Rho. La sedicesima edizione del Salone dell’Auto Classica e Sportiva si arricchisce di una giornata inaugurale riservata a collezionisti, operatori del settore e appassionati.

Milano AutoClassica si prepara a riaccendere la passione per le automobili storiche e sportive. L’edizione 2026 della manifestazione si svolgerà a Fiera Milano Rho da giovedì 19 a domenica 22 novembre, introducendo un’importante novità: l’apertura anticipata con una giornata di preview esclusiva.

Il nuovo appuntamento del giovedì sarà pensato principalmente per collezionisti, professionisti e operatori del mercato, che potranno visitare gli stand e avviare eventuali trattative in un contesto più riservato, prima dell’arrivo del grande pubblico. La giornata si concluderà con una serata speciale su invito.

L’accesso alla preview sarà possibile tramite invito oppure acquistando uno specifico biglietto. Saranno inoltre disponibili alcuni pacchetti VIP, rivolti a chi desidera vivere il Salone attraverso un’esperienza più esclusiva e personalizzata.

Sempre giovedì 19 novembre si terrà il tradizionale taglio del nastro, alla presenza delle autorità, degli operatori e della stampa specializzata.

Un punto di riferimento per il motorismo storico

Organizzata da Emac, Milano AutoClassica raggiunge nel 2026 la sua sedicesima edizione, confermandosi tra gli appuntamenti di riferimento nel panorama internazionale dedicato alle vetture classiche e sportive.

La manifestazione punta ad ampliare ulteriormente il proprio pubblico e ad attirare espositori e visitatori provenienti da nuove aree geografiche. Nei padiglioni troveranno spazio automobili storiche, supercar, vetture da collezione, automobilia, modellini, accessori e ricambi d’epoca destinati agli appassionati e agli specialisti del restauro.

Accanto all’esposizione commerciale non mancheranno iniziative dedicate alle nuove generazioni. L’obiettivo degli organizzatori è avvicinare un pubblico sempre più giovane alla cultura dell’automobile storica, favorendo il passaggio di conoscenze e passione tra generazioni.

Date e orari di Milano AutoClassica 2026

La manifestazione si svolgerà secondo i seguenti orari:

  • Giovedì 19 novembre: preview dalle 10:00 alle 18:00;
  • Venerdì 20 novembre: dalle 9:30 alle 19:00;
  • Sabato 21 novembre: dalle 9:30 alle 19:00;
  • Domenica 22 novembre: dalle 9:30 alle 19:00.

Fiera Milano Rho è raggiungibile in automobile attraverso l’uscita Fiera Milano della Tangenziale Ovest e dispone di oltre 10.000 posti auto.

In alternativa, i visitatori potranno utilizzare la metropolitana M1 Linea Rossa, scendendo alla fermata Rho-Fieramilano, collegata anche alle principali stazioni ferroviarie e agli aeroporti lombardi.

 

 

Una Ferrari 250 P protagonista dell’asta Gooding Christie’s a Pebble Beach

Una selezione di straordinarie vetture italiane da competizione sarà tra le protagoniste della prossima asta organizzata da Gooding Christie’s a Pebble Beach. A guidare il gruppo sarà la Ferrari 250 P telaio 0810, primo esemplare della serie P e prima sport prototipo Ferrari con motore V12 in posizione centrale.

La vettura debuttò a Monza e venne successivamente schierata direttamente dalla Scuderia Ferrari nel corso della stagione 1963. Alla 12 Ore di Sebring, affidata a Willy Mairesse, Lorenzo Bandini e Nino Vaccarella, conquistò il secondo posto assoluto. Nello stesso anno Mike Parkes e Umberto Maglioli la portarono sul terzo gradino del podio alla 24 Ore di Le Mans.

Negli anni successivi la 250 P gareggiò con il North American Racing Team di Luigi Chinetti e con la Scuderia Bear di William McKelvy, partecipando ad alcune delle competizioni più importanti del periodo, tra cui Sebring, Le Mans, Bridgehampton, Mosport e Nassau. Conservata nell’attuale collezione dal 1988, viene proposta con una stima compresa tra 15 e 20 milioni di dollari.

Ferrari 250 GT SWB Berlinetta Competizione

Tra le vetture annunciate figura anche una Ferrari 250 GT SWB Berlinetta Competizione del 1961, telaio 2701 GT, valutata tra 8 e 10 milioni di dollari.

Si tratta di una delle sole venti vetture costruite nella configurazione Comp/61, conosciuta anche come “SEFAC Hot Rod”, massima evoluzione agonistica della celebre berlinetta a passo corto.

La Ferrari fece la sua prima apparizione pubblica durante i test di Le Mans del 1961, dove Mike Parkes, Fernand Tavano e Jo Schlesser ottennero il miglior tempo tra le vetture GT. Nel corso della propria carriera prese parte anche alla Targa Florio del 1967 e, successivamente, a numerosi eventi storici internazionali, tra cui Tour Auto, Goodwood Revival, Le Mans Classic e Monterey Historics.

Ferrari Dino 206 S Berlinetta

Il catalogo comprende inoltre una Ferrari Dino 206 S Berlinetta del 1966, telaio 014, stimata tra 3,5 e 5 milioni di dollari.

È l’ultima delle tre berlinette realizzate tra i diciotto esemplari complessivi della Dino 206 S. La carrozzeria chiusa, disegnata e costruita da Piero Drogo, rende questa vettura particolarmente rara.

Consegnata originariamente al North American Racing Team, debuttò alla 24 Ore di Le Mans del 1966 con Mario Casoni e Nino Vaccarella. In seguito partecipò a numerose gare internazionali, tra cui Can-Am, Sebring, Reims, Watkins Glen e Daytona.

Il risultato più significativo arrivò alla 12 Ore di Sebring del 1969, conclusa al nono posto assoluto e al secondo nella categoria prototipi fino a due litri. La vettura conserva il motore V6 originale con numeri corrispondenti e si trova nella stessa collezione nordamericana dal 1987.

Maserati Tipo 61 Birdcage

Spazio anche alla Maserati Tipo 61 Birdcage telaio 2452, primo esemplare di produzione del modello e una delle sole diciassette vetture costruite.

Tra il dicembre 1959 e l’inizio del 1963 partecipò a oltre cinquanta competizioni, soprattutto negli Stati Uniti. Bob Drake le regalò la prima vittoria assoluta a Palm Springs nel gennaio 1960, seguita da altri successi a Phoenix e Santa Barbara.

La Birdcage venne guidata anche da piloti del calibro di Jim Hall, Bill Krause e Ken Miles. Nel 1962 Krause ottenne cinque vittorie consecutive, imponendosi a Oakland, Pomona, Santa Barbara e Reno.

La stima prevista per la Maserati è compresa tra 3 e 4 milioni di dollari.

Ferrari 225 Sport “Tuboscocca” Spider

A completare la selezione sarà una Ferrari 225 Sport “Tuboscocca” Spider del 1952, telaio 0194 ET, stimata tra 2 e 3 milioni di dollari.

La vettura è una delle sei 225 Sport Spider costruite attorno alla particolare struttura tubolare sviluppata dalla Ferrari. La carrozzeria Vignale venne disegnata da Giovanni Michelotti.

Il debutto avvenne alla Mille Miglia del 1952, con Piero Scotti e Giulio Cantini. Successivamente passò al pilota statunitense Tom Cole, che la utilizzò alla Targa Florio, alla Coppa d’Oro delle Dolomiti, al Daily Mail International Trophy e alla 9 Ore di Goodwood.

Proprio a Goodwood Cole e Graham Whitehead conquistarono il secondo posto assoluto, risultato replicato poco dopo nel Gran Premio di Bari. La Ferrari conserva ancora oggi il proprio motore originale con numeri corrispondenti.

 
 

Auto storiche a Vallelunga: verdetti e spettacolo nel quarto round del CIVCA

L’Autodromo Piero Taruffi di Vallelunga ha ospitato il quarto appuntamento stagionale del Campionato Italiano Velocità in Circuito Auto Storiche, affiancato dal secondo round del Formula Historic Championship.

Una giornata intensa, caratterizzata da sfide combattute, penalità e numerosi cambi di posizione, che ha decretato i vincitori delle diverse divisioni e dei raggruppamenti in gara.

Lodi e De Angelis sul podio nel 2° Raggruppamento

Nella prova della 1ª Divisione, riservata alle vetture appartenenti al 1° e al 2° Raggruppamento, il successo assoluto del 1° Raggruppamento è andato a Riccardo e Alessandro Raimondi, protagonisti al volante della Jaguar E-Type del Circolo della Biella.

Alle loro spalle hanno concluso Roberto Gentili, su BMW 2002 Ti del Race Project Team, e la Morris Cooper S affidata a Francesco Ramacciotti e Daniele Cappellari.

Nel 2° Raggruppamento si sono imposti Francesco e Cosimo Turizio su Porsche Carrera RS, tornati sul gradino più alto del podio con il loro terzo successo della stagione.

Seconda posizione per Massimo Lupoli e Goffredo Pirro, anche loro al volante di una Porsche Carrera RS, mentre Massimiliano Lodi e Alessio De Angelis hanno conquistato il terzo posto con la Porsche 911 3.0, portando a termine una gara complessa e combattuta in zona podio.

Ronconi e Sala vincono nella 2ª Divisione

La gara della 2ª Divisione ha premiato Massimo Ronconi e Mario Sala, vincitori sulla Porsche 935 del Club 91 Squadra Corse.

Walter Wuhrer e Fabio Benedetti hanno chiuso in seconda posizione con la Porsche 911, dopo aver ricevuto una penalità per un sorpasso effettuato in regime di safety car.

Sul terzo gradino del podio è salito Gabriele Crocchini, al volante dell’Alfa Romeo Alfasud 1500. Anche il suo risultato è stato condizionato da una penalizzazione, assegnata per il mancato rispetto delle procedure previste durante la finestra dedicata al cambio pilota.

Quaresima davanti a tutti nel 4° Raggruppamento

Nel 4° Raggruppamento la vittoria è andata a Massimiliano Quaresima, protagonista con la Maserati Biturbo preparata da Chimera Classic Motor.

Seconda posizione per Domenico Terron e Santi De Filippis sulla TVR Tuscan Speed 8 GT, penalizzati in seguito a un contatto avvenuto proprio con la vettura di Quaresima.

Enrico Gerardi e Maurizio Sardellitti hanno completato il podio con la Ford Sierra Cosworth del Lento Team.

Ferrari e Famà protagonisti tra le monoposto storiche

Il fine settimana di Vallelunga ha ospitato anche il secondo appuntamento del Formula Historic Championship.

In Gara 1, Carlo Ferrari ha conquistato la vittoria con la Dallara 2000, precedendo Antonino Famà, penalizzato di 25 secondi per aver superato il limite di velocità nella corsia dei box. Terza posizione per Matteo Aralla sulla Reynard 1998.

Famà si è riscattato in Gara 2, imponendosi al volante della propria Dallara davanti a Carlo Ferrari e Matteo Aralla, nuovamente sul podio al termine di un weekend ricco di azione.

 
 

Rally Storico Campagnolo 2026: Battistolli e Scattolin tornano sul gradino più alto

Alberto Battistolli e Simone Scattolin hanno conquistato la ventesima edizione del Rally Storico Campagnolo, sesto appuntamento del Campionato Italiano Rally Auto Storiche 2026.

L’equipaggio vicentino ha portato al successo la Lancia Delta HF Integrale preparata da K-Sport e schierata dal Team Bassano, imponendosi anche nella classifica del 4° Raggruppamento.

Per Battistolli, impegnato in questa stagione nel Campionato Italiano Rally Terra, si è trattato di un ritorno vincente alle auto storiche e alla gara di casa. Il pilota aveva già trionfato al Campagnolo nel 2019, in quell’occasione al volante di una Lancia Rally 037.

Battistolli detta il ritmo

Il successo è maturato al termine di una gara combattuta, nella quale Battistolli e Scattolin hanno saputo mantenere un passo costante e limitare gli errori.

A contendere loro la vittoria sono stati soprattutto Matteo Luise e Melissa Ferro, protagonisti con la BMW M3. Un errore nelle fasi iniziali e una penalità per partenza anticipata sulla settima prova speciale hanno però condizionato la loro prestazione, impedendo al confronto per il primo posto di svilupparsi fino in fondo.

Luise ha concluso la gara in terza posizione, dopo essere stato superato proprio nell’ultima speciale da Andrea Smiderle e Gianni Marchi.

Smiderle conquista il secondo posto nel finale

Al volante della Subaru Legacy, Smiderle e Marchi hanno disputato una prova in continua crescita. L’equipaggio ha affrontato l’ultima speciale con l’obiettivo di conquistare la seconda posizione, riuscendo a completare il sorpasso su Luise per appena 2,4 secondi.

Il podio è stato così interamente occupato da vetture del 4° Raggruppamento e da equipaggi del Team Bassano, risultato che rafforza ulteriormente la posizione della scuderia veneta nella classifica stagionale.

Battistolli e Scattolin hanno chiuso con il tempo complessivo di 1 ora, 3 minuti e 30,8 secondi, precedendo Smiderle e Marchi di 35,7 secondi e Luise e Ferro di 38,1.

Tezza ai piedi del podio

La quarta posizione assoluta è andata a Denis Tezza e Massimo Merzari, autori di una gara regolare con la BMW M3.

Pur accusando un distacco superiore ai tre minuti dalla vetta, l’equipaggio veronese ha evitato errori e problemi tecnici, riscattando il ritiro subito nell’edizione precedente.

Quinto posto per il tedesco Jurgen Geist, affiancato dal navigatore ceco Josef Kral su BMW M3, seguito da Giovanni Mori e Michele Frosini, anche loro al volante della vettura bavarese.

La Renault 5 GT Turbo di Cristian Gilardoni e Angela Diener ha concluso in settima posizione.

Delle Coste vince il 2° Raggruppamento

L’ottavo posto assoluto ha permesso a Luca Delle Coste e Giuliano Santi di conquistare il successo nel 2° Raggruppamento con la Ford Escort RS MKI della Rally & Co.

La vittoria è arrivata dopo il ritiro di Alberto Salvini e Davide Tagliaferri, che occupavano la quarta posizione assoluta e guidavano con autorità il raggruppamento prima di essere fermati da un problema alla Porsche 911 RS durante il trasferimento verso la settima prova.

La top ten è stata completata da Sandro Costaganna e Matteo Rizzi, noni su Lancia Delta Integrale, e da Giorgio Costenaro e Roberta Barbieri, decimi con la Ford Sierra Cosworth.

Una gara segnata dai ritiri

Numerosi problemi tecnici hanno condizionato la manifestazione vicentina.

I vincitori dell’edizione 2025, Adriano Lovisetto e Cristian Cracco, hanno dovuto abbandonare sulla quinta prova speciale per un guasto alla loro BMW M3.

Ritiro anche per Davide Negri e Marco Zegna, fermati da problemi meccanici alla Porsche 911 RS, e per Enrico Volpato e Samuele Sordelli, impossibilitati a raggiungere la prima prova dopo che la Ford Escort RS MKII si è arrestata durante il trasferimento.

La Ford Sierra Cosworth di Gabriele Rossi e Fabrizio Handel è stata invece rallentata da problemi elettrici già nella prova d’apertura, prima del definitivo ritiro.

Lanfranchini e Smithson si impongono nei rispettivi raggruppamenti

Nel 3° Raggruppamento il successo è andato a Simone Lanfranchini e Alessandro Merlo, protagonisti con la Porsche 924 GTS della Rally & Co e classificati appena fuori dalla top ten assoluta.

Il 1° Raggruppamento è stato invece vinto da Trevor Smithson e Christian Soriani, che hanno portato al traguardo la loro Lotus Elan 26/R.

Tra le vetture Classiche si sono imposti Riccardo Mariotti e Giuseppe Tricoli, finalmente al successo con la Ford Escort Cosworth preparata da Terrosi per la Scuderia Proracing.

Importante risultato anche per Elena Gecchele e Giulia Dai Fiori, che con la Fiat 124 Abarth del Team Bassano hanno rafforzato la propria leadership nella classifica femminile del CIRAS.

Morino vince il Trofeo A112 Abarth

Finale amaro nel Trofeo A112 Abarth per Riccardo Pellizzari e Christian Ronzani, costretti al ritiro per un problema al motore durante l’ultima prova speciale quando erano al comando.

La vittoria è così passata a Marcello Morino e Massimo Barrera, primi con un vantaggio di 8,5 secondi. Terza posizione per Lorenzo Bergamaschi e Flavio Sella, rallentati da problemi al cambio.

Dopo il Rally Storico Campagnolo, il Campionato Italiano Rally Auto Storiche tornerà dal 24 al 26 settembre con il Rallye Elba Storico, uno degli appuntamenti più attesi della stagione.

 
 

Coppa d’Oro delle Dolomiti 2026: Fontanella e Scarabelli trionfano sulla Lancia Lambda

La Coppa d’Oro delle Dolomiti 2026 ha incoronato Gianmario Fontanella e Giovanni Scarabelli, vincitori al volante della prestigiosa Lancia Lambda Spider Casaro del 1927.

La manifestazione, terzo appuntamento del Campionato Italiano Grandi Eventi, ha portato sulle strade tra Cortina d’Ampezzo e le Dolomiti Bellunesi cinquanta vetture storiche e moderne, protagoniste di una sfida basata sulla precisione nelle prove cronometrate e di media. Un evento capace ancora una volta di unire competizione, eleganza e valorizzazione del territorio dolomitico.

Una vittoria costruita prova dopo prova

Fontanella e Scarabelli hanno condotto una gara estremamente regolare, chiusa con 370,84 penalità. L’equipaggio ha saputo affrontare con grande precisione anche i passaggi più impegnativi, gestendo una vettura dalle dimensioni importanti lungo i tornanti e sui passi di montagna.

Il successo è maturato al termine di un lungo confronto con Francesco e Giuseppe Di Pietra, campioni dell’edizione 2025 e principali rivali per la vittoria assoluta.

La svolta è arrivata durante la seconda tappa, quando la loro Fiat 508 C ha accusato problemi di carburazione legati all’altitudine. I portacolori di Franciacorta Motori sono stati così costretti a una difficile rimonta, riuscendo a ridurre il distacco nella giornata conclusiva senza però raggiungere la Lancia Lambda dei vincitori.

Di Pietra secondi, Passanante completa il podio

Francesco e Giuseppe Di Pietra hanno concluso in seconda posizione assoluta, con un distacco di 92,84 penalità, conquistando comunque il successo nella categoria RC2 e consolidando la propria leadership in campionato.

Sul terzo gradino del podio sono saliti Mario Passanante e Riccardo Riboldi, anche loro su Fiat 508 C. Dopo le difficoltà incontrate nelle prove di media, l’equipaggio ha recuperato terreno grazie a una prestazione particolarmente efficace nelle prove disputate sui pressostati.

Quarta posizione assoluta per Osvaldo e Andrea Peli, sulla Fiat 508 C Coppa Oro del 1934, mentre Carlo Beccalossi e Marzia Marchioni hanno completato la top five con un’altra Lancia Lambda Spider Casaro.

I vincitori delle diverse categorie

Il successo nel raggruppamento RC4 e nella Power Stage Classic è andato a Roberto Crugnola e Darren Morcombe, impegnati con una Lancia Fulvia HF 1.6 del 1971.

Sesta posizione assoluta e terzo posto nella categoria RC1 per Alessandro Gamberini e Andrea Camosci, su Fiat 514 MM del 1930.

La categoria RC3 è stata invece vinta dai fratelli Celestino e Oreste Sangiovanni, settimi assoluti su Porsche 356 A del 1959. Alle loro spalle hanno concluso Alessandro Virdis e Silvia Giordo, anch’essi su Porsche 356 A.

Tra gli equipaggi più giovani si sono messi in evidenza Michele Vecchi e Federico Forzi, vincitori della categoria Under 30 al volante di una Lancia Appia C10 S del 1951.

Dalle Legend alle moderne del Tributo

La classifica riservata alle vetture Legend ha premiato Riccardo Roversi e Sara Miglioli, vincitori con una Mercedes-Benz SL 450 del 1978.

Seconda posizione per Dario Converso e Federica Ameglio, su Innocenti Mini Cooper del 1972, mentre nella classifica femminile si sono imposte Vania Parolaro e Ornella Pietropaolo con una Porsche 993 4S del 1996.

Tra le automobili moderne della Coppa d’Oro delle Dolomiti Tributo, il primo posto è andato a Gianantonio ed Edoardo Gasparini, protagonisti con una Ferrari 296 GTS.

L’Alfa Romeo 6C conquista il Concorso d’Eleganza

Accanto alla competizione sportiva, la manifestazione ha celebrato anche il fascino e la storia delle automobili partecipanti attraverso il tradizionale Concorso d’Eleganza.

Il riconoscimento principale è stato assegnato all’Alfa Romeo 6C 1750 Gran Sport Spider Aprile del 1931 di Corrado Lopresto ed Elena Maggiore.

Sul podio anche la BMW 328 Roadster del 1938 dell’equipaggio argentino composto da Luis Angel Zerbini De La Iglesia e Silvia Susana e la Lagonda Rapide Drophead Coupé del 1939 dei tedeschi Eberhard Thiesen e Svenja Radolf.

La Coppa d’Oro delle Dolomiti si è conclusa con la sfilata degli equipaggi lungo Corso Italia a Cortina d’Ampezzo, suggellando un’edizione capace di riunire sport, paesaggio e alcune delle automobili più affascinanti della storia.

 
 

Abruzzo Gran Tour 2026: auto storiche, cultura e paesaggi nel cuore dell’Appennino

La quinta edizione dell’Abruzzo Gran Tour si è conclusa confermando il valore di una manifestazione capace di combinare il fascino delle automobili storiche con la valorizzazione del patrimonio paesaggistico e culturale del territorio.

Dall’1 al 5 luglio 2026, 62 equipaggi provenienti da diversi Paesi hanno percorso circa 700 chilometri attraverso alcune delle località più suggestive dell’Abruzzo, trasformando strade, piazze e borghi in un grande evento dedicato al motorismo d’epoca.

Un evento sempre più internazionale

Tra gli elementi più significativi dell’edizione 2026 figura il gemellaggio ufficiale con la Coppa di Himeji, importante manifestazione giapponese riservata alle vetture storiche.

L’accordo ha favorito la partecipazione di una rappresentanza di collezionisti provenienti dal Giappone, rafforzando ulteriormente il carattere internazionale dell’Abruzzo Gran Tour e creando un nuovo legame tra due realtà accomunate dalla passione per la storia dell’automobile.

Un itinerario tra borghi e città d’arte

Il percorso ha accompagnato gli equipaggi da Avezzano a L’Aquila, attraversando località come Navelli, Rocca Calascio, Santo Stefano di Sessanio, Gagliano Aterno e Aielli, senza dimenticare gli spettacolari scenari del Gran Sasso.

Accanto alla parte automobilistica, il programma ha proposto diversi appuntamenti culturali. Tra questi, la visita al MuNDA – Museo Nazionale d’Abruzzo, nell’anno in cui L’Aquila ricopre il ruolo di Capitale Italiana della Cultura, e la rievocazione del Gran Premio Pietro Cidonio lungo il circuito di Collemaggio.

Una collezione viaggiante

Le protagoniste della manifestazione sono state automobili costruite tra il 1922 e il 1969, capaci di raccontare quasi mezzo secolo di evoluzione tecnica, stilistica e sportiva.

Tra gli esemplari più ammirati figuravano una rara Alfa Romeo RL TF del 1922, le Alfa Romeo 8C Monza e 6C, la Giulietta Spider, le Bugatti Type 37A, diverse Bentley degli anni Venti e Trenta e numerose Jaguar XK ed E-Type.

Non sono inoltre mancate prestigiose vetture firmate Mercedes-Benz, Lancia, Talbot, Lagonda, Porsche, Devin e Osca Maserati, trasformando l’intero itinerario in un autentico museo a cielo aperto.

Il Concorso d’Eleganza chiude la manifestazione

L’edizione 2026 si è conclusa con il Gran Galà e il Concorso d’Eleganza “Pietro Di Lorenzo”, ospitati nella cornice di Piazza Risorgimento.

Il riconoscimento principale è stato assegnato ad Aza e Alexander Cholis, equipaggio greco al volante di una Jaguar XK150. La vettura è stata scelta sia dalla giuria sia dal pubblico, diventando il simbolo di un’edizione che ha saputo celebrare ancora una volta l’incontro tra automobili storiche, cultura e territorio.

 

 
 

La Coppa d’Oro delle Dolomiti torna sulle strade di Cortina d’Ampezzo

Dal 15 al 18 luglio 2026, Cortina d’Ampezzo e le spettacolari strade delle Dolomiti tornano a ospitare la Coppa d’Oro delle Dolomiti, uno degli appuntamenti più prestigiosi dedicati alla regolarità per auto storiche.

La manifestazione fa parte del Campionato Italiano Grandi Eventi ACI Sport Epoca Championship, mentre il parallelo Tributo Coppa d’Oro delle Dolomiti è inserito nel Campionato Italiano Grandi Eventi riservato alle vetture moderne.

Non una semplice passerella di automobili di grande fascino, ma una competizione impegnativa e selettiva, nella quale gli equipaggi dovranno affrontare numerose prove cronometrate lungo alcuni dei passi alpini più celebri. Tra questi anche il Falzarego e il Giau, già protagonisti delle Olimpiadi invernali del 1956 e del 2026.

Cinquanta vetture e tre differenti classifiche

Saranno circa cinquanta le automobili al via, impegnate lungo le strade delle Dolomiti ampezzane, della provincia di Belluno e del Trentino.

Tra i partecipanti sono attesi i principali protagonisti del Campionato Italiano Grandi Eventi, compresi gli attuali leader della classifica Francesco e Giuseppe Di Pietra. Al volante della loro Fiat 508 C del 1938, portacolori della Franciacorta Motori, proveranno a confermare il successo conquistato nella precedente edizione.

La manifestazione avrà inoltre una forte presenza internazionale, con equipaggi provenienti da diversi Paesi, tra cui Argentina e Australia.

Tre le categorie previste:

  • Coppa d’Oro delle Dolomiti, riservata alle vetture costruite fino al 1971;
  • Coppa d’Oro delle Dolomiti Legend, dedicata alle automobili prodotte dal 1972 al 2000;
  • Tributo Coppa d’Oro delle Dolomiti, aperto alle GT stradali costruite a partire dal 2001.

Tre tappe per oltre 500 chilometri

Il programma prevede tre giornate di gara, da giovedì a sabato, per un percorso complessivo di 523 chilometri.

La manifestazione si aprirà con un prologo di 65 chilometri. La seconda tappa, in programma venerdì, sarà la più lunga con 248 chilometri, mentre sabato 18 luglio gli equipaggi affronteranno gli ultimi 210 chilometri.

La giornata conclusiva comprenderà anche il passaggio da Belluno, in piazza dei Martiri, davanti alla sede dell’Automobile Club, prima del ritorno a Cortina d’Ampezzo. L’arrivo e la passerella finale si svolgeranno in corso Italia, nel cuore della località ampezzana.

Una sfida tra i grandi passi dolomitici

Fin dal prologo i concorrenti saranno chiamati ad affrontare i primi passi montani. La seconda giornata attraverserà alcuni degli scenari più suggestivi delle Dolomiti, passando per Falzarego, Pordoi, San Pellegrino, Valles, Rolle, Cereda, Aurine, Duran, Staulanza e diverse forcelle alpine.

Nella terza e ultima tappa saranno invece il Passo Giau e il Nevegal a fare da scenario alle prove decisive.

Tra panorami patrimonio dell’UNESCO, vetture storiche e sfide combattute al centesimo di secondo, la Coppa d’Oro delle Dolomiti si prepara così a rinnovare una delle tradizioni più affascinanti dell’automobilismo storico italiano.