Il motorsport italiano perde una delle sue figure più iconiche: Sandro Munari, il leggendario “Drago di Cavarzere”, protagonista assoluto dell’epoca d’oro dei rally. Con lui se ne va un pezzo di storia fatto di traversi spettacolari, vittorie epiche e di un modo di guidare che ha segnato un’epoca.
Nato a Cavarzere nel 1940, Munari si afferma negli anni Sessanta grazie a talento naturale, sensibilità meccanica e uno stile tanto efficace quanto scenografico. Il suo nome resta indissolubilmente legato alla Lancia, con cui costruisce alcune delle pagine più memorabili del rallismo mondiale.
Con la Lancia Fulvia HF conquista successi nazionali e internazionali, ma è con la straordinaria Lancia Stratos HF che entra definitivamente nella leggenda. Al Rallye Monte-Carlo firma imprese rimaste nella memoria collettiva, dominando le prove speciali tra ghiaccio e asfalto con una guida precisa e coraggiosa.
Nel 1977 conquista la FIA Cup for Rally Drivers, antesignana dell’attuale titolo mondiale piloti, consacrandosi come uno dei più grandi interpreti della disciplina. Il suo palmarès comprende vittorie in gare del Mondiale, affermazioni alla Targa Florio e partecipazioni a competizioni di respiro internazionale, dimostrando una versatilità rara.
Terminata la carriera agonistica, Munari resta un punto di riferimento per appassionati e addetti ai lavori: istruttore, testimonial, presenza immancabile nei grandi eventi dedicati alle storiche. Sempre elegante nei modi, mai sopra le righe, ha continuato a trasmettere passione e cultura dell’automobile sportiva.
Sandro Munari non è stato soltanto un vincente. È stato un simbolo: di un’Italia capace di osare, di un rally fatto di uomini e coraggio, di un’epoca in cui il talento faceva la differenza.
Il suo nome resterà inciso per sempre nella storia dei rally.

